Rina Sawayama: “SAWAYAMA” Recensione Critica

Ecco la recensione critica dell’album di Rina Sawayama che porta il suo cognome!

“SAWAYAMA” la cui recensione critica verrà fatta in due parti, prima la standard version poi la deluxe, è uno dei migliori album usciti nel 2020 e con un materiale di simile qualità Rina Sawayama non poteva non collaborare, a seguito dell’uscita dell’album, con personalità poco influenti.

Non a caso Elton John ha remixato la sua “Chosen Family” e in seguito ha collaborato anche con Lady Gaga per il remix di “Free Woman”.

Vediamo insieme la recensione delle tracce dell’edizione standard di “SAWAYAMA”.

1) Dinasty: Perfetta introduzione dell’album, “Dinasty” parla del dolore che prova Rina nella sua vita quotidiana, come se si trattasse di una maledizione ereditaria, con un inno ispirato agli Evanescence. Rina ci invita ad entrare nel suo album, nel suo mondo, a condividere il suo dolore con lei, non dobbiamo consolarla, ce lo vuole rivelare, traccia dopo traccia. Introduzione perfetta, musica rock di alto livello.

2) XS: L’inno contro il capitalismo, che parla di capitalismo, “XS” mostra una società consumata, con la cantante che vuole di più, sempre di più e a cui non importa nessuna conseguenza. Nel video alla fine la stessa Rina, che è un robot, verrà distrutta e riciclata per produrre la bevanda XS che è in vendita. La canzone simboleggia la potenza del denaro, con la cantante che afferma di aver speso una cifra pari ad un codice postale. La batteria e i riff di chitarra sono potenti e sbalzano l’ascoltatore, mentre la parola “XS” viene continuamente ripetuta sottovoce, in modo subliminale.

3) STFU!: “STFU!” è una sigla che sta per “Shut The Fuck Up” cioè “Chiudi il Becco”. Su una base hard-rock, Rina esprime tutta la rabbia che ha accumulato per commenti razzisti nel corso degli anni, dimostrando che ne ha davvero subiti molti. Vuole solo che la gente se ne stia zitta o provi ciò che ha provato lei per capire come ci si sente. Nel pezzo, che mi piace molto, Rina sembra pazza, grida, ride e urla, dà sfogo a tutta la sua rabbia per non aver mai risposto ed essere stata zitta troppo a lungo. Pezzo promosso, ecco la parte di testo migliore:

“Hai mai pensato di chiudere la tua boccaccia con del nastro adesivo?
Perché l’ho fatto, molte, molte volte
Hai mai pensato di chiudere la tua boccaccia con del nastro adesivo?
Perché l’ho fatto, molte volte, molte volte”

4) Comme des Garçons (Like the Boys): Una canzone con un beat anni 90 e la voce seducente di Rina, questa canzone non indica solo “Comme des Garçons” il marchio di moda, in francese significa anche “Come i ragazzi”.
e Rina dice di sentirsi così di sicura di sé stessa come se fosse un ragazzo, nell’immagine della mascolinità tossica. Anche le donne hanno gli stessi diritti degli uomini, e non devono essere stereotipate a oggetti di piacere dagli uomini, ha spiegato in un’intervista la cantante. La canzone è un po’ monocorde e sterile, con un ritmo fashion che ricorda una fusione tra Britney Spears e Lady Gaga, ed è il singolo più discutibile dell’album, ma sicuramente il messaggio che manda è importante.

5) Akasaka Sad: In questa canzone, che ha un’introduzione e una parte di testo in giapponese, Rina dice di sentirsi triste sia a Tokyo che a Londra, ed è un seguito di “Dinasty” dove parla dei problemi mentali anche di sua madre e suo padre da lei ereditati. La canzone sembra una sinfonia aliena, con delle parti vocali più marcate, Il primo verso di Rina va pian piano a disgregarsi nel ritornello, e la canzone si fa sempre più triste e aliena, sembra qualcuno che parla a scatti, o che si muove a scatti. Dà una strana sensazione, e non è una delle canzoni che preferisco, ma è sicuramente molto importante per Rina, in quanto parla di lei in modo intimo.
Per chi non lo sapesse, Akasaka è un quartiere di Tokyo.

6) Paradisin’: Una canzone da prendere in analisi, dove Rina fa una voce da ragazzina, e descrive la canzone come la colonna sonora della sua vita. Sua madre hackera Messenger (lei ha spiegato che aveva un solo PC in casa, e la cosa non la aiutava) e la rimprovera (è sempre lei a fare la voce della madre, abbassandola). Il ritmo cambia più volte nella canzone, sembra una canzone da anime, con una musica epica e mutevole, incredibile. Quando inizia sembra una canzone ascoltata alla radio in un’ auto che si sta allontanando. “Paradisin’ ” è una canzone divertente, simpatica dove Rina dice di starsi divertendo sebbene stia facendo impazzire sua madre. La tromba centrale è un evento incredibile.

7) Love Me 4 Me: Una canzone a tratti R&B, dove Rina dice di amarsi per quello che è e di voler essere amata per ciò che è, con un riff di chitarra fantastico, e un ritmo melodico ma incalzante, questa canzone meritava di diventare singolo. Sicuramente una canzone potente, dal cui testo tutti dovremmo apprendere ad accettarci.

8) Bad Friend: La mia canzone preferita dall’album, “Bad Friend” è stata estratta come singolo, solo due giorni prima dell’uscita dell’album. La canzone è triste, ma il ritmo pop, la sensazione che trasmette solo ascoltandola e il ponte che sembra un coro, la rendono uno dei pezzi più belli e importanti dell’album. Rina ha una particolarità: le canzoni che fa non hanno mai la stessa musicalità, anche se appartengono allo stesso album, ed è esattamente ciò che ha fatto in quest’album, e la musica alternativa la rende un singolo perfetto, dallo stile unico e irripetibile.

9) Fuck This World (Interlude): Rina ha spiegato che vorrebbe abbandonare questo mondo per andare a vivere su Marte, ma nel testo sembra anche fare allusioni all’idea del suicidio. Sia come sia, la musicalità stellare rende la canzone un interludio lungo ma orecchiabile, con un termine che ricorda David Bowie.

10) Who’s Gonna Save You Now?: Nel pezzo, che si apre come un live da stadio, Rina suona simile a un brano rock di Britnety con influenze rock anni ’90. La cantante sembra esibirlo dal vivo, anche se in realtà è  registrato e sarebbe stato un buon singolo. La canzone parla del riscatto di Rina dal bullismo, ed è decisamente un pezzo che mi piace, tra i miei preferiti anche se non supera “Bad Friend”.

11) Tokyo Love Hotel: Rina per anni ha respinto la cultura giapponese per quella Inglese, vivendo in Inghilterra, e ora si riappropria della sua cultura in questa canzone, chiedendo tutto l’amore di Tokyo per lei. Rina parla anche di persone che sfruttano la sua cultura solo per avere successo, senza curarsi delle conseguenze. Sicuramente la cultura giapponese è un mondo unico, non parlo di anime e manga, ma proprio della cultura, del folklore locale che anch’io ho conosciuto tramite dei libri ecc. Una canzone un po’ triste, ma non per questo trascurabile, anche se non ha la stoffa di un singolo.

12) Chosen Family: In un mondo che vuole integrarsi, nonostante alcune persone non lo vogliano, questa canzone che dice che l’amore vince su tutto, sia sull’odio razziale che omofobo, l’amore spazza via l’odio perché questa è la “famiglia prescelta”.  Una delle mie canzoni preferite dall’album, Rina ne ha fatto un remix con Elton John, perché la canzone è un’inno (come lo ha lei stessa definito) all’essere queer.
Vivere per vivere, amare per amare. Nessuna discriminazione tra razza e sesso… Non è un tema nuovo. “Imagine” di John Lennon ne parlava in modo certamente più chiaro, ma questa canzone dimostra la grandezza e l’apertura mentale di questa cantante.

13)Snakeskin: Rina dà al consumatore ciò che vuole ma spezza lei stessa, la sua musica non è semplicemente commerciale, non è qualcosa che tutti vogliono perché commerciale, è personale. La traccia, che interpola una sinfonia di Beethoven è leggermente inquietante, e alla fine della stessa si può sentire uno strano crepitio che è la voce di sua madre.
Una voce mutevole quella di Rina, che dà la sua “pelle di serpente” al consumatore, e che conclude in questo modo triste e oscuro l’album nell’edizione standard.

Edizione deluxe Giapponese:

14) Tokyo Takeover: Una canzone adatta all’edizione Giapponese, poiché è perlopiù in lingua giapponese. Questa canzone è un up-tembo che incorpora musicalità tipiche giapponesi, alternandole con musicalità più rock ed europee. La musicalità è buona, anche se il testo è ripetitivo. Difficilmente, anzi in alcun modo poteva entrare nell’edizione standard dell’album, proprio perché anche se originale nella musicalità, è quasi tutta in giapponese, e le parti in lingua inglese fanno riferimenti a nomi e luoghi del Giappone.

 

SAWAYAMA Edizione deluxe in vinile:

14) Lucid: Lucid è una traccia dalla musicalità tipicamente orientale, fusa con del buon euro-pop che mi ricorda le tonalità di “Loud” di Rihanna, suo album del 2010. Infatti la maggior parte delle canzoni da “Loud”, se non tutte, avevano potenzialità di diventare tormentoni estivi, anche fuori stagione, non a caso infatti furono estratti così tanti singoli dall’album. “Lucid” è una canzone che ha la potenzialità di diventare tormentone estivo fuori stagione, anche il 4 Dicembre 2020, quando è stato estratto come singolo, il pezzo era trasmesso dalle radio (purtroppo poco da quelle italiane). Senza dubbio una canzone dal grandissimo potenziale, con un testo che parla di sogni d’amore “lucidi” che si sono avverati, su una ragazza che Rina ama, e sulla quale ha pensato a lungo, sognando e masturbandosi. Rina si trova in uno strano stato, senza capire se la donna che lei ama è reale o è ancora frutto della sua immaginazione. La musica sempreverde, come già detto, e la sonorità rendono il pezzo unico nel suo genere.

15) Chosen Family (con Elton John): Elton John è una leggenda vivente, e collaborare con lui deve essere un grande onore. La canzone, inserita anche nell’album di Elton John che uscirà a Ottobre (e di cui farò una recensione, come già promesso) è arricchita dalla voce di Elton, che non ha apportato modifiche al testo, ma che duettando con Rina ne accresce il livello vocale e il messaggio che Rina manda alla comunità LGBTOQ.
Un pezzo d’autore dove Elton John ha fatto ben poco, a parte cantare, ma la sua voce attuale, profonda e potente dà una potenza al pezzo che non aveva nella solo version, pur essendo molto potente. Rina ha avuto la fortuna che ha avuto Lady Gaga con “Sine From Above”: solo che mentre Gaga non ha estratto il pezzo come singolo, Rina, furbamente, sì.

16) We Out Here: Nella canzone Rina parla di una protesta a livello mondiale contro “l’ingiustizia sociale, l’omofobia, l’ambiente  e il razzismo” è una canzone di protesta contro i poteri forti per tutte le ingiustizie che subisce il mondo. La sua protesta è un pop-rock con elementi psichedelici, che danno al pezzo un tocco unico, adatto ad una canzone che non può essere singolo, ma che sta bene in un’edizione deluxe.

17) Bees & Honey (con Nicole “Coco” Morier): Il pezzo cantato con la cantautrice Coco Morier, che si adatta benissimo al pezzo come una camaleontica alter-ego di Rina, ha un pezzo pop iniziale, poi sfocia in un rock, che termina così, come interrotto. La canzone è sicuramente adatta ad un’edizione deluxe, e ha molto di Lady Gaga, ma il modo in cui termina non le rende giustizia.

18) Love If We Made It [cover dei 1975]: Questa cover dei 1975, gruppo inglese che ha rilasciato questo singolo nel 2018, è una frecciatina a Trump, ai poteri forti, dove Rina si augura di riuscire a combattere questi poteri spesso corrotti, qui sicuramente, e che possono diffondere odio di qualsiasi tipo. Le piacerebbe farcela. Un giorno forse l’umanità ce la farà, di sicuro un buon passo è stato mosso in avanti. Al termine della canzone si sente uno sparo.

19) XS [Live]: La versione live di “XS” è sicuramente fantastica! La canzone parte rock, poi prosegue quasi senza strumentazione, dove Rina diventa padrona del palco, e ha una sicurezza vocale molto accentuata, non ho visto il video dell’esibizione, ma è chiaro che Rina è capace di tenere le scene, e non per niente ha inserito questa canzone nell’album. In alcuni punti è possibile sentire delle incertezze nella voce della cantante, ma si riprende velocemente, e dà prova del suo indiscusso carisma.

20) STFU [Acoustic]: Qui suona ancora più cattiva della versione hard-rock e scatenata originale. La sua voce sembra nascondere una malignità e una follia, un senso di vendetta e rivincita che vuole trasmettere in questa versione acoustic. Se ad un certo punto può sembrare impallata, quando fa velocemente il ritornello, poi si riprende subito, e come se si liberasse del peso torna ad una tonalità più normale, e poi ancora sanguigna e vendicativa. In alcuni punti sembra ridere, e nel ponte usa una voce infantile. Un pezzo importante, che dimostra la versabilità vocale di Rina, che termina la canzone restando sugli alti, anche se si sente che sforza la voce.

21) Bad Friend [Acoustic]: Simile alla canzone normale, ma con un ritmo leggermente più melodico e stirato, questa versione è molto bella, ma io preferisco l’originale, che è anche la mia canzone preferita dell’album.

22) Chosen Family [Acoustic]: Ancora “Chosen Family”…Insomma ci tiene molto a questo singolo. In alcuni punti la sua voce è sognante e ricorda le musicalità Disney di “Mulan”, solo che Rina (e ditemi nei commenti quante ce la fanno) non ha la voce di Christina Aguilera. Per quanto la canzone possa piacere, ascoltandola più volte diventa stancante. Resta comunque un bel pezzo, con il quale Rina ha voluto cimentarsi vocalmente.

23) Comme des Garçons (Like the Boys) (Brabo Remix) (featuring Pabllo Vittar): Anche se non vedo come la voce di Pabllo Vittar possa essere d’aiuto sul pezzo, che nel remix è più animato, ma già nella versione normale era il singolo meno potente, Pabllo ha una voce sofisticata, non è adatta al pezzo. Niente di nuovo, una traccia deludente. Il remix di Brabo poteva renderla più movimentata, ma si è preferito mantenere le tonalità più basse per adattarle a Pabllo.

24) XS (remix feat. Bree Runway): “XS” è un pezzo che già di suo ha una parte rap, ma Bree dà non più energia, ma una nuova energia, diversa, al singolo, i versi della rapper sono tagliati su misura per questa canzone, e lo rendono uno dei migliori dell’edizione deluxe, sempre potente al momento giusto, e gustoso.

25) Bad Friend (Dream Wife Remix): Una versione alternativa di “Bad Friend” con la voce di Rina che suona come un eco e il rumore di una goccia, il remix non peggiora la canzone, ma sembra un pezzo differente. Dà nuova vita al pezzo, anche se preferisco la versione originale, questa dà comunque una visione diversa del singolo, non a caso è un remix, ed è ben fatto. Uno dei migliori remix del 2020!

SAWAYAMA Remixed:

1) Dance in the Dark [Cover di Lady Gaga]: Rina ha creato questa versione alternativa della sua beniamina, con successo, e riesce quasi a fare un trucco da programma televisivo: imitare la voce della cantante originale. In questo pezzo Rina dà il massimo, pur non andando altissima, riesce a trasmettere la sensazione tipica di Lady Gaga, e del pezzo, dandogli un certo senso di inquietudine.  Ne taglia una parte, e la rigenera in un altro verso, che oserei definire “mimetico” perché si confonde con le background vocali. Cover promossa, anche se preferisco l’originale, dà prova che Rina  è una professionista!

Le 4 tracce successive le abbiamo già viste, sono “Love If We Made It”, “”Comme Des Garçons (Like The Boys) (Pabllo Vittar remix)”, “XS (Bree Runway Remix)” e “Bad Friend (Dream Wife Remix)”.

La recensione, è terminata. Lasciate commenti, ditemi cosa ne pensate, sapete che mi piace molto parlare dei brani e degli album che recensisco, perché mi piace sentire i vari e magari differenti pensieri delle persone! Qual è il vostro brano preferito dall’album?

 

 

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