5 canzoni che parlano di problemi mentali parte 7

Ecco la settima parte di una delle rubriche più amate del weekend dell’Angolo di Richard…andiamo ad analizzare nuovi e vecchi problemi mentali!

1) Sunday Morning Call – Oasis

La canzone non dà una specifica interpretazione della malattia mentale di cui soffre il protagonista, dice solo che è malato mentalmente. Nel testo si parla di “voci nella sua testa” e la canzone si conclude con la frase “sarai mai, mai, mai  a posto?” Insomma questo paziente ha una qualche malattia. Dopo essere stato prelevato dalla sua abitazione, dalla quale ha tentato di fuggire, il protagonista viene portato in manicomio, e vi viene rinchiuso contro la sua volontà. Riesce a fare l’animatore e a destreggiarsi bene tra gli altri pazienti, nonostante i litigi con le infermiere per la televisione. Alla fine del video, l’uomo ricompare nella sua casa, come se fosse stato tutto un suo sogno ma…La macchina di quelli che l’avevano prelevato è la sotto che lo attende.

2) Never Really Over – Katy Perry

La canzone può sembrare in apparenza una canzone d’amore, ma è chiaro, lapalissiano che tratta di problemi mentali. Basti pensare all’inizio: “Ho perso il controllo di me stessa/ Sì, tu hai iniziato ad indietreggiare/ Ma io non voglio cadere nella tana del coniglio/ Croce sul mio cuore non voglio farlo di nuovo”. Definita una canzone sull’amore che non finisce mai, con riferimento ai due anni di cui parla, e all’amore con Orlando Bloom, “Never Really Over” mostra Katy che cosciente di sé stessa decide di farsi ricoverare in una clinica costosa, una di quelle che esistono realmente in America, per curare i problemi mentali dei VIP in tutto comfort. Lei stessa canta “Io penso di dover provare l’ipnoterapia/ Devo resettare questo cervello/ Perché non riesco nemmeno ad andare sull’Internet/ Senza digitare il tuo nome” (P.S.: So benissimo che si dice “su internet” ma lei canta “on THE internet”.) Katy parla dei suoi problemi di schizoaffettività, depressione ecc. e si fa curare il cuore andando in una clinica apposita. La canzone fa riferimento a quando in clinica c’è stata sul serio dopo un tentativo di suicidio, di cui ha parlato in “By The Grace Of God“.

3) How Long – Tove Lo

In questa canzone Tove Lo ha amato un uomo che la tradiva e che abusava di alcolici. L’intero video descrive il suo problema mentale; basti guardare l’inquadratura iniziale, dove Tove Lo sembra una farfalla intrappolata in una ragnatela. Le immagini la mostrano mentre ha tic, si immobilizza, e la stessa Tove Lo non ha lasciato quest’uomo per paura non tanto di lui, ma di rimanere da sola. Infatti si auto-incolpa per aver tentato di “sistemare” la relazione mentre lui cercava di porre termine. Inoltre Tove Lo aggiunge un particolare interessante, che ci fa capire la sua paura della solitudine “Ascolto le mie paure/Non i miei amici/ Loro non dicono la verità/ A loro piaci.” Piace alle paure di Tove Lo, ovvero quelle voci che le dicono che altrimenti rimarrà da sola. Combattuta e in preda al panico, Tove Lo alla fine chiede all’uomo “per quanto?”, titolo stesso della canzone, lui la abbia tradita, nonostante “non avrei mai desiderato chiederti/ ma mi sta uccidendo chiedermi/Per quanto?” Fortunatamente Tove Lo lascia o viene lasciata da questo uomo, ma comunque impazzisce, con il volto rigato di lacrime. La cantante è davvero in una brutta situazione; da una parte vuole lasciare l’uomo che non la ama, dall’altra parte fa di tutto perché non se ne vada. Orribile.

4) Oh My God – Adele

In “Oh My God” Adele affronta una situazione simile a quella di Tove Lo in “How Long” da un certo punto di vista, dato che è combattuta. Il video, basato su una versione più “gentile” del film horror cult “Freaks” mostra un circo dove ci sono due Adele, che cantano contemporaneamente. Nella canzone Adele conosce un uomo di cui si innamora subito, ma si sente in colpa perché si è appena divorziata e non sa come spiegare al figlio che si è innamorata di un nuovo uomo “Sono una donna adulta e faccio quello che voglio” è proprio una frase rivolta al figlio.
Adele spiega anche che tutti la pensano “cieca” ma in realtà è “una sciocca”, una che si è innamorata follemente insomma. Adele spera che l’uomo la deluda, in modo da poterlo lasciare, ma non lo fa, e lei si sente come costretta ad amarlo, nonostante ciò che pensa il figlio e l’opinione popolare; se io fossi in lei lo amerei e basta, ma lei non riesce a fare i conti con la gente e afferma che si tratta di “un problema, ma sembra giusto/ In bilico sull’orlo del Paradiso e dell’inferno/ È una battaglia che non posso combattere”.

5) Post Partum – Orlvndo

Se Katy Perry è stata presente in tutte le puntate di questa rubrica, rispettivamente con “Smile”, “By The Grace Of God”, “Waving Through A Window”, “Wide Awake”, “Teary Eyes”, “I’m Still Breathing” e ora “Never Really Over”, Orlvndo ha un alto repertorio di canzoni spezzacuore che parlano di problemi mentali; ma per ora analizziamo questa, “Post Partum” quella che per eccellenza parla dei problemi di Orlvndo, problemi alimentari e la morte della madre. In “Post Partum” Olrvndo esprime la sua rabbia, disillusione nei confronti del mondo, e altri problemi, “Non tutti saranno genitori/ Ma siamo tutti quanti figli.” E poi continua “E vorrei solo andare via/ Rimango chiuso in camera mia/ Inginocchiato a dire tre Ave Maria/ Ma sarà in depressione post partum e non mi ascolta.” Insomma, si era aggrappato alla religione, ma ora non sente più nemmeno quella come sicura.  Le persone che lo circondano non lo soddisfanno, lui stesso ammette di abbandonarle, perché è depresso. Tra depressione, problemi affettivi, alimentari, abbandono e solitudine è una canzone molto triste, con cui concludo questa carrellata di canzoni su malattie mentali.

Ringrazio Carmela per avermi consigliato “Sunday Morning Call”, e vi aspetto al prossimo appuntamento sulle malattie mentali! Ci sono molte canzoni che ne trattano, e ne scopriremo molte. Voi avete suggerimenti?
Qui sotto la puntata precedente:

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. 1- a mio avviso per capire la misteriosa malattia dobbiamo rivolgere la parola alla vita di Noel di quel periodo, dunque parliamo di attacchi di panico, depressione, paranoia e psicosi. Le voci nella testa possono essere segno di paranoia o di schizofrenia. Comunque la canzone a mio avviso è molto bella. Anche il video, nonostante mi faccia uno strano effetto, lo riesco a guardare, mi piace soprattutto da quando organizza la partita a calcio in poi. Se ci fai caso, Noel è sempre con lui, prima a casa, poi nell’ospedale psichiatrico (infatti va dal direttore, molto probabilmente per liberarlo), come un amico immaginario. Verso la fine, adoro Liam che fa finta di suonare il pianoforte
    2- anche questa molto bella. Sta di fatto che parla di “due anni”. A pensarci bene, 2 anni sono la distanza tra Witness (e tutte le conseguenze, depressione, rottura e riappacificamento con Orlando Bloom ecc.) e Never Really Over… un caso?
    3- Terribile. Prossimamente tra i video perturbanti? Che malattia è?
    4- Lei si preoccupa del fatto che si è innamorata dopo il divorzio di un altro uomo. Ci sono tantissime persone che dopo il divorzio ritrovano l’amore, però in effetti ha ragione riguardo al figlio… che malattia è?
    5- Tristissima. Io conosco da tantissimi anni una persona (di cui non farò il nome) a cui è successa la stessa cosa circa alla stessa età (era poco più grande). Spezza il cuore, sicuro, ma io avrei preferito una musicalità diversa, sempre R&B, ma diversa.
    Che ne pensi di queste canzoni?
    Un saluto
    P. S. Un suggerimento per l’undicesima puntata dei video perturbanti. Andiamo sempre nella storia degli Oasis, anzi post (ci arriverò dopo le recensioni dei vari album). Devi sapere che dopo lo scioglimento degli Oasis i Gallagher hanno preso strade diverse: Noel ha scelto la carriera solista con la sua band High Flying Birds (che lo accompagna in tour) e continua tutt’ora; Liam invece ha cominciato solo nel 2017, ma prima, dal 2009 al 2014 insieme ai membri dell’ultima formazione, aveva formato un gruppo, i Beady Eye, decadenza fatta band. Hanno pubblicato 2 album che non hanno avuto molto successo, e che poi soprattutto sono carini, ma in confronto a quelli di Noel solista crollano (quelli di Liam solista invece sostengono il paragone). Il primo del 2011 è Different Gear, Still Speeding, il secondo e ultimo BE del 2013. Quest’ultimo fece scandalo innanzitutto per la copertina: una giovane donna nuda stesa sul letto di lato con tetta e capezzolo in primo piano. Censurata ovunque, a parte in Giappone. Liam disse che era una copertina sexy (basta solo questo per dire che i Beady Eye sono stati decadenza). Ecco, arrivo al punto: da BE è stata estratta una canzone, Shine A Light, pure carina, ma dal video inguardabile. Praticamente la band in alcune scene suona in un garage e francamente vabbè, ma in altre banchetta con una suora (con Liam vestito da esorcista o da suora), e in quei momenti è circondato anche da compagnie non proprio galanti, ovvero donne nude: il culmine è una scena dove c’è una colonna di donne ignude con la faccia di Liam che spunta fuori dai loro corpi. Potrebbe essere perturbante? Sicuramente è cafone, ma nelle scene della suora ho una strana sensazione… comunque nel 2014 i Beady Eye si sciolgono: Liam intraprenderà la carriera solista con grandissimo successo, uno tornerà nel suo gruppo precedente agli Oasis e gli altri due andranno negli High Flying Birds. Ma i BE li approfondirò bene quando sarà il momento

    1. Interessanti queste informazioni sui BE.
      Comunque ora rispondo alle tue domande:
      1- Sì potrebbe essere una di queste, anche più di una di queste, ma le voci nella testa si riscontrano NON SOLO in quelle da te citate, ma in molte altre; sono quasi una costante. Sicuramente la paranoia e l’ossessione portano a voci nella testa; poi bisogna vedere quanto gravi sono e sfociano in schizofrenia, demenza, psicosi o depressione o…
      2- No, non è affatto un caso. Non si riferisce solo ad Orlando Bloom ma anche a un altro percorso che ha fatto per guarire. Katy ufficialmente è stata ricoverata solo una volta in psichiatria, una settimana mi pare, ma non è nota la data. Da quanto ha fatto intendere Katy, lei sarebbe rimasta sotto shock dopo il divorzio, e questo sarebbe alla base di “Wide Awake” mentre i farmaci li prenderebbe dal 2017, come ha rivelato in diverse interviste:
      Ha rivelato: “Non avevo altra scelta che intraprendere questo viaggio emotivo, spirituale, psicologico o probabilmente non avrei vissuto per vedere il 2018 … Ho provato le medicine e quello è stato davvero intenso”. In effetti, la battaglia per la salute mentale della cantante è stata fondamentale nella costruzione del suo personaggio prima della maternità e ha anche contribuito ad alimentare i temi del suo prossimo sesto album in studio, SMILE.
      3-4 – In “How Long” Tove Lo soffre evidentemente di diverse malattie mentali. Una senza dubbio è la schizoaffettività, il resto sono disturbi della personalità; potrebbe probabilmente soffrire di un disturbo bipolare “debole”. Con disturbo bipolare “debole” non si intende una bipolarità così accentuata, ma il passare da uno stato di gioia ad uno stato di tristezza da un momento all’altro, senza preavviso, cosa che succede anche in “Oh My God” di Adele. La cantante (Adele) è prima contenta di aver trovato un uomo, poi ne è triste. La malattia di Adele ha un termine molto semplice, che in tanti ritengono non sia un disturbo, ma che si chiama “sottomissione psichica/psicologica”. Lei è sottomessa al figlio e alla gente, ha anche una sorta di complesso; non di inferiorità, perché ammette di essere famosa mentre l’uomo di cui si innamora non lo è; ed è qui che entra in gioco il bipolarismo debole: sa di essere famosa e ha trovato un nuovo uomo che non avrebbe immaginato di incontrare = felice ma proprio perché è famosa non sa spiegarsi questo, ha paura dell’amore e questo la rende = triste.
      5- Orlvndo ha perso la madre a sei anni. Anch’io ho perso mia madre, ma a 22 anni. In qualsiasi caso perdere un genitore è sempre un trauma.
      La musicalità è buona a mio avviso, certo si discosta un po’ dalla sua solita, ma sta sperimentando (come ha dimostrato nel singolo successivo “Dopo di Me”). Ecco, “Post Partum” ha una parte rap in certi punti che può piacere o meno, io non sono patito del rap, ma ha anche delle sonorità R&B che alleggeriscono l’atmosfera. Comunque quando uscirà l’album farò la recensione critica track-by-track.
      Grazie,
      Un saluto,
      Richard 🙂

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