5 canzoni che parlano di problemi mentali 39

Oggi vedremo 5 canzoni che trattano svariati problemi mentali…

Di sicuro oggi sarà una bella giornata, dato che siamo alla 39°esima puntata dei problemi mentali! Ne abbiamo visti molti, anche poco conosciuti…Dalla depressione alla sindrome del clown triste, dalla cronofobia, all’ossessione, alla choreomania, al sonnambulismo, fino alla schizoaffettività e molto altro. La puntata di oggi non è monotematica, e riguarda diversi temi; dalle dipendenze al masochismo, il tutto chiaramente visto sia in un’ottica musicale che psicologica!

Voglio inoltre ringraziarvi per il successo che ha questa rubrica, la prima puntata, ha totalizzato da sola 863 visite, e i problemi mentali sono la rubrica attualmente più richiesta e più vista del blog. Voglio ringraziarvi per tutto questo, perché è nata come una rubrica per parlare di qualcosa di diverso ma comunque presente e attinente alla musica; quindi…Iniziamo la puntata n°39!

Side Effects – Becky Hill, Lewis Thompson

Il video si apre con Becky Hill che guarda il suo cellulare a tarda notte (notare che sul cellulare compare come salvaschermo il volto di un uomo) per poi lanciarlo via con fastidio, mentre si brucia. La cantante nel testo, e nel video abbastanza disturbante, parla della sua ossessione e di una storia d’amore che le provoca dipendenza…Non solo dipendenza dal punto di vista mentale, quindi ossessivo, ma anche da quello che riguarda alcolici e droghe.
Lo stesso titolo si traduce come “effetti collaterali”. Nel video la vediamo a letto col suo uomo, e in altre scene con una donna. Mentre è a letto con l’uomo, che è ciò a cui pensa sempre, lo osserva, gli tocca il petto, ma lui sembra non accorgersene. Con la donna sembra avere una sorta di relazione lesbica, ma mentre è con lei, pensa all’uomo: “Non era il mio piano, ma è la verità e  non è una fase che sto attraversando. Tutto ciò che sono, tutto ciò che faccio sembra sempre girare intorno a te, perché potrei essere da sola o nel club o nel letto di qualcun altro, tutto quello che devo fare è pensare a noi e ho questi effetti collaterali. Mi sento come se stessi andando avanti, più non posso dimenticare. Ogni volta, ho questi effetti collaterali.” Attenzione alle parole che usa: innanzitutto non è una fase della sua vita, ma una cosa che persiste, e che lei non riesce a superare da sola. Poi afferma che più avanti più non riesce a dimenticare; in sintesi, più vive la sua vita, più i ricordi riaffiorano, come le ossessioni. Ma c’è un punto decisivo: “Tutto quello che devo fare è pensare a noi.” Deve. Un dovere, una costrizione. In realtà è lei stessa che si obbliga a pensare a qualcosa che non c’è più, per restarci il più possibile legata, e deve farlo, o potrebbe dimenticare. E lei vuole godersi ogni istante, anche se la cosa le impedisce di vivere appieno la sua vita in modo libero. Interessante anche questa parte: “Ho pensato, ho bevuto, tutto ciò che potrebbe anestetizzare la sensazione. Non sto scherzando, penso di essere a pezzi.” La cantante al contempo vuole far addormentare la parte di sé legata a quell’uomo che non la amava ma che per lei era importante, facendo anche uso di alcolici. Tuttavia la sua ossessione, il suo attaccamento al passato e il suo (probabile) disturbo schizoaffettivo non possono essere di certo risolti da alcolici, o da lei stessa, ma da uno specialista. I farmaci non sono una soluzione definitiva a questo tipo di ossessione, in quanto intontiscono momentaneamente, Becky deve parlare con qualcuno e riuscire a relazionarsi con altre persone, uscire dalla sua bolla, rappresentata nel video dalla piramide di luce azzurra e rossa che si proietta su di lei.

Habits (Stay High) -Tove Lo

Il titolo “stay high” ha un doppio significato: tenersi su e mantenersi ubriaca. La parola high in Inglese significa anche alticcio, ubriaco. Quindi Tove Lo deve mantenersi ubriaca, o comunque alticcia (a seconda del contesto, high indica anche la dipendenza da psicofarmaci, antidolorifici e droghe, oltre agli alcolici)”Mangio la cena in vasca da bagno poi vado nei club in cui si fa sesso, guardo persone strane eccitarsi non mi fa sentire nervosa se non altro, sono irrequieta. Sì, è da un po’ che sto in giro e ho visto di tutto, torno a casa, ho voglia di snack, mi riempio di Twinkies
vomito nel lavandino, poi vado a dormire e bevo tutti i miei soldi, assaggio la solitudine. Te ne sei andato e io devo tenermi su tutto il tempo a cercare di tenerti fuori dalla mia testa.” Questo suo mantenersi costantemente alticcia, che può essere tradotto banalmente come “tenersi su” è terrificante. Infatti lei mangia, ma poi vomita. E non ingrassa, sebbene lei si senta tale come dice nel secondo verso: “lo faccio veloce e grasso, sono insensibile ed è troppo facile” dice del sesso. Tuttavia non appare grassa. Diventa quindi chiaro che è anche anoressica. Nel video la vediamo continuare a bere alcolici, shortini e super-alcolici. Tove Lo inoltre si bacia sia con uomini che con donne, quindi lei si concede a chiunque, non è razionale. Tuttavia nel video la vediamo come inquadrata in una strana inquadratura, dove lei sembra quasi rinchiusa, e non è affatto casuale. Infatti è provato scientificamente che le persone, quando si sentono in trappola, hanno una diversa visione del mondo, angolare e squadrata. La percezione visiva di una persona sotto l’effetto di stupefacenti cambia drasticamente, riducendosi, e a questo si abbina il suo sentirsi in trappola, che le impedisce di vedere chiaramente attorno a sé. Diversi problemi mentali: ninfomania, ossessione, dipendenza da sostanze, masochismo, autolesionismo, anoressia e altri disturbi alimentari, oltre che dipendenza da farmaci (nel video la vediamo prendere un’aspirina per tenersi costantemente sveglia e a diminuire il dolore che le sostanze provocano al suo corpo) parasonnia e disturbi della personalità (quando è da sola è triste, ed è triste anche in compagnia di altri, almeno che non sia in uno stato bipolare di “up” dovuto ad alcolici e droghe). Infine c’è questo suo senso di sentirsi in trappola, come se potesse impazzire,  che in psichiatria si chiama ipocondria. Insomma un caso molto difficile, qui c’è bisogno di una bella disintossicazione da tutto e tutti.

Per effetto del tempo – Loredana Bertè

Questa canzone parla della monotonia, di una presa di coscienza da parte di Loredana e di cronofobia: “Devo andare via perché a forza di te la mia nave gira in tondo e lenta affonda in me. Sono qui con tutti i sogni che ho, però arenati nella noia di un rapporto normale. Amore, forse amore è un’esistenza banale insieme per godere, per non farci del male, insieme per cercare un posto dove finire, no.” Loredana innanzitutto sente la vita di coppia monotona, non riesce a star legata a quella persona, anche se a differenza dei casi precedenti non si tratta di ossessione, è una persona sicura per Loredana ma lei nel tempo ha maturato l’idea che spreca tempo con questo uomo. Cronofobia, paura del tempo, di sprecare tempo: “E allora vivere e morire, tanto vale tentare, non c’è niente di peggio che lasciarsi cullare, arenati nella noia di un rapporto normale. Amore, forse amore è un’esistenza banale, vivere e morire, tanto vale tentare; vivere e morire, tanto vale tentare, no?” Loredana sa che sta vivendo, ma sente il tempo sfuggirle di mano. Il suo uomo la ama, ma lei non apprezza un rapporto normale, perché la annoia, le fa credere di perdere tempo. Cosciente del fatto che può sia vivere che morire, preferisce tentare la sorte, abbandonando tutto ciò che ha di certo, piuttosto che sprecare tempo. Lei stessa lo dice nel ritornello: “Per effetto del tempo, è toccato anche a te. Non mi chiedere tempo, io mi stanco anche di me.” Trascorrere la vita con la stessa persona fa percepire a Loredana una perdita di tempo, di cui lei incolpa proprio il tempo e il suo effetto, e teme di ritrovarsi vecchia e in un luogo sicuro ma secondo lei banale. Si tratta chiaramente di paranoia, mischiata ad atelofobia, cioè la paura di non essere abbastanza, Loredana si sente sbagliata e inadeguata, perché perde tempo, ecco quindi un collegamento tra la atelofobia del quotidiano alla cronofobia.

Cuckoo – NETTA

“Cuckoo” è una parola che non deve essere confusa con una parola simile che indica il pene; cuckoo significa “cucù” La stessa Netta canta: “Io sono come un uccello in gabbia e sto dicendo “cucù, cucù” ‘  Non va nemmeno confusa con la parola che indica il cuculo, un tipo di uccello, che si scrive nello stesso modo, ma si pronuncia in modo diverso. Ad ogni modo cosa vediamo in questo video? Cosa capiamo dalla canzone? Netta si sente in gabbia, non riesce a modificare lo scorrere del tempo, la routine, è come se fosse incatenata ad una routine quotidiana che non riesce a rompere, e vive un continuo effetto di dejà vu, che la porta a sentirsi un uccello che esce da un orologio ogni tot di tempo, per dire “cucù” in corrispondenza di ogni sua azione. Vediamo come tutte le persone del video non stiano vivendo la loro vita, ma qualcosa di imposto, di programmato, che fa ripetere loro le stesse azioni quotidianamente. Queste persone non soffrono di una qualche malattia mentale o di una fobia vera e propria, ma semplicemente non vivono le loro vite, sono incapaci di esprimersi. Netta stessa dice “sono come un uccello in gabbia”: sono depresse, senza rendersene conto, sono prigioniere di loro stesse, sono diventate – come anche la stessa Netta – l’ombra di loro stesse. Questo finché non c’è una brusca interruzione, quando sopraggiunge l’amore. Le persone escono dalla loro comfort zone e iniziano a vivere la loro vita. Si tratta della “depressione silenziosa”: questo stato mentale è caratterizzato da continui momenti di silenzio, una routine quotidiana che si ripete ininterrotta, dall’incapacità di relazionarsi. Queste persone non sorridono mai, e usano molto spesso parole legate a fattori temporali nelle loro risposte, come ad esempio “sempre” o “mai”. Non hanno modo di vedere una vita diversa o le sue varie sfumature, o è bianco o è nero. Sicuramente qualcosa di terrificante, ma la persona che ne è vittima si sente bene. Si riconosce per la mancanza di sorriso, e per le difficoltà di relazione. Queste persone hanno una vita sociale, ma anche in compagnia di amici e parenti sono perlopiù silenziose, meditabonde e costantemente in uno stato di catalessi. La depressione silenziosa difficilmente porta al suicidio, almeno che la persona non si renda davvero conto di soffrirne, e in quel caso diventa depressione vera e propria. “Voglio cambiare canale ma continuo a perdere il telecomando. È come se fosse in onda il mio programma preferito, posso prevedere ogni tua battuta. I miei amici pensano che io sia fortunata ma scommetto che non lo sai che non lo penso davvero. Fette di pollo e grissini, no, non dobbiamo dire niente. Mi piace quando mi tieni la mano ma non sento niente. E ti amo davvero? Dovrei davvero amarti.” Netta diventa effettivamente depressa a causa di una depressione silenziosa nel suo partner, ma non vuole ferirlo: “Sono come un uccello in gabbia e sto dicendo “cucù, cucù” So che posso scappare ma non voglio farti del male, farti del male. Ti amo davvero?” Netta è arrivata a rendersene conto. In fondo all’articolo troverete un inserto speciale per spiegare meglio il video, ma passiamo prima alla prossima canzone.

Whatever – Oasis

“Sono libero di essere qualunque cosa, io qualunque cosa io scelga, e canterò il blues se voglio. Sono libero di dire qualunque cosa, io, qualunque cosa mi piaccia, se è giusta o sbagliata, va bene. Mi sembra sempre. Vedi solo quello che la gente vuole che tu veda. Quanto tempo ci vorrà  prima di salire sull’autobus e non fare storie. Riprenditi in mano, non costa molto. Libero di essere qualunque cosa, tu.” La canzone di self-empowerment e anche di empowerment nei confronti di altre persone, spiega che ognuno è libero di essere ciò che vuole, non esistono etichette o stereotipi che possano contenere le persone. Spesso le persone si sentono sbagliate, inadeguate, intrappolate in un modo di pensare degli altri, si sentono giudicate ed etichettate dagli altri. Gli Oasis invitano a riprendere in mano la propria vita. La frase del bus non indica salire su un autobus, ma è una metafora: quanto tempo ci vorrà prima che tu sia al pari delle altre persone, con altre persone, senza fare storie, sapendo di essere libero/a e di poterti esprimere liberamente? Questo è il concetto che vogliono mettere in luce gli Oasis. E voi cosa ne pensate? Vi sentite liberi o vi sentite schiavi di voi stessi e della società, vi sentite etichettati da altre persone, anche di cose che voi sapete di non essere, ma che gli altri pensano di voi? Mandateli tutti a fanculo, tirate fuori le palle (in senso figurato) e iniziate a vivere la vostra vita nella vostra libertà. È sbagliato pensare di dover vivere la vita attraverso il modo in cui ci vedono le altre persone, “vedi solo quello che la gente vuole che tu veda” canta Liam Gallagher. E spesso è così. Non devi essere per forza felice se non lo sei, non devi essere per forza triste se le persone vorrebbero che tu lo fossi, perché lo sono loro. Siate sempre voi stessi, autenticamente.

BONUS: LA GABBIA DI NETTA

Come detto in precedenza nell’articolo, al quarto problema mentale trattato, Netta si sente in una gabbia. Dapprima vive una depressione silenziosa, poi se ne rende conto, e si rende conto che anche il ragazzo che ama la vive, e deve interrompere il ciclo, ma non sa se farlo, perché ora è lei ad essere realmente depressa e teme che il suo ragazzo, che soffre di questo stato mentale possa rimanere ferito e non capirne le cause. Vediamo la gabbia del video dentro la quale Netta è rinchiusa e traiamo le nostre conclusioni…(anche voi siete liberi di dirle nei commenti):

La gabbia è molto colorata. Questo fa pensare a qualcosa di opposto alla depressione, ma non è così. Netta è seduta su un trono colorato che sembra rappresentare una farfalla, e in posizione stabile, non può muoversi, altrimenti cadrebbe. Ecco che la farfalla assume l’aspetto negativo della fragilità. Ma vediamo anche il disegno della farfalla: sembra la testa di un drago, o di un qualche tipo di mostro, molto minacciosa, e con gli occhi rossi. Vediamo anche un recinto che non è davanti a Netta, ma dal quale la cantante non può scappare: due fenicotteri rosa sono a guardia. I fenicotteri rappresentano colore, spensieratezza ma anche … la dipendenza affettiva. Proprio così. (Fonte: https://www.lacooltura.com/2016/09/fenicottero-frasi-aforismi-significato/) Questa cosa l’ho saputa non solo dalla fonte web, ma essendo schizoaffetivo i miei disegni di infanzia ritraevano talvolta fenicotteri rosa. A guardare il recinto dal quale Netta non è libera di uscire ci sono poi due serpenti. I serpenti guardano in direzioni opposte, ma le loro code sono come magneti, come poli che si attraggono: infatti se uniamo le code, risulta il simbolo dell’infinito. Il tempo ancora una volta, per sempre in trappola. I serpenti inoltre, nell’immaginario comune, sono animali che incutono timore, pericolosi e imprevedibili, che potrebbero attaccare Netta. In questo senso, Netta teme degli attacchi dall’esterno di persone che teme molto vicine (come dice il detto: “parenti serpenti”). In basso c’è un grosso cuore spezzato. Sopra Netta invece c’è una finestra, l’unica della gabbia, che è chiusa, a simboleggiare il fatto di non volersi aprire verso l’esterno. Gli stessi colori accesi indicano molta fantasia, ma anche il fatto che la persona cerchi di nascondere la sua depressione, infatti ci sono anche due occhi che piangono. I carillon che fanno partire l’orologio hanno la forma di forbici, e sono rosse per far capire che sono pronte a infilzare, avendo delle lame. Sopra la casa ci sono due grosse corna grasse e gialle. Il giallo è il colore della follia, che abbinato alle corna che hanno tre punte può simboleggiare due cose, entrambe riportate da Wikipedia: “[…] è un gesto di approvazione e complicità tra i fan. Il gesto delle corna in questo caso ha però una doppia forma e origine: la forma con tre dita (pollice, indice e mignolo alzati) si è radicata nella cultura hippie per la sua derivazione dalla lingua dei segni americana, in cui viene usato per esprimere amore (le dita infatti simboleggiano le lettere ILY di “I love you”); esempi si possono trovare nel film animato dei Beatles “Yellow Submarine” in cui viene usato da John Lennon, per estensione poi è accomunato alla cultura rock […]” In questo caso le corna sono gialle proprio perché si rifanno a “Yellow Submarine“, ma le corna possono esprimere anche un altro concetto: “[…]Non specificamente rivolto ad una persona particolare, il gesto delle corna viene fatto scaramanticamente nel desiderio di evitare la malasorte o guai, quando questi vengono menzionati[…]”

Questa è la mia analisi della gabbia di Netta, fatemi sapere le vostre opinioni!

E qui si conclude questa lunga puntata sui problemi mentali, spero sia stata di vostro gradimento! Fatemi sapere i vostri pareri sulle canzoni che appaiono nella puntata!

 

 

 

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Veramente complimenti!! Ecco la classifica aggiornata:
    Mondo Gallagher (Oasis, Liam Gallagher, Noel Gallagher) (29)
    Katy Perry (23)
    Florence+The Machine (9)
    Sia (8)
    Rina Sawayama (8)
    Ava Max (8)
    Ariana Grande (5)
    Rihanna (5)
    Lady Gaga (5)
    Nothing but Thieves (5)
    Loredana Bertè (4)
    Demi Lovato (4)
    Adele (4)
    Doja Cat (4)
    Bebe Rexha (3)
    Kesha (3)
    Taylor Swift (3)
    SZA (3)
    David Bowie (3)
    Orlvndo (3)
    Mia Rodriguez (3)
    Tancredi (3)
    Christina Aguilera (3)
    SZA (3)
    P!nk (3)
    Tove Lo (2)
    Lana Del Rey (2)
    Anastacia (2)
    Iggy Azalea (2)
    Camila Cabello (2)
    Alice Chater (2)
    Sister Teeth (2)
    Tate Mc Rae (2)
    Billie Eilish (2)
    Charlie Puth (2)
    Jessie J (2)
    Rita Ora (1)
    Will.I.Am (1)
    Britney Spears (1)
    Of monsters and men (1)
    Gnarls Barkley (1)
    Halsey (1)
    Travis Barker (1)
    Chris Stapleton (1)
    Coi Leray (1)
    Fergie (1)
    BTS (1)
    Willow (1)
    Skip Marley (1)
    Sub Urban (1)
    Rei Ami (1)
    Eminem (1)
    TES (1)
    Franco 126 (1)
    Simone Cristicchi (1)
    Jefferson Airplane (1)
    ITZY (1)
    Anitta (1)
    Bella Poarch (1)
    I volti di Giano (1)
    Kanye West (1)
    Mr. Hudson (1)
    Tinashe (1)
    Marshmello (1)
    Tom Odell (1)
    Alesso (1)
    Giorgia (1)
    Calvin Harris (1)
    Shenseea (1)
    Beyoncé (1)
    Big Freedia (1)
    The Queen (1)
    Zedd (1)
    Selena Gomez (1)
    Vanillina (1)
    Santana (1)
    Steven Tyler (1)
    Pet Shop Boys (1)
    Tom Walker (1)
    Subsonica (1)
    Alok (1)
    Sigala (1)
    Ellie Goulding (1)
    Bryson Tiller (1)
    James Bay (1)
    Arctic Monkeys (1)
    Wankelmut (1)
    Emma Louise (1)
    Lizzo (1)
    Depeche Mode (1)
    Mijuna (1)
    Robert Smith (1)
    Suzanne Vega (1)
    Kate Bush (1)
    Gaia (1)
    Kylie Minogue (1)
    Becky Hill (1)
    Lewis Thompson (1)
    Netta (1)

    1. GRAZIE MILLE 😀
      Speravo dicessi qualcosa in più, comunque ti ringrazio anche per la classifica aggiornata!
      Un saluto,
      Richard 🙂

  2. Quando arriverà la prossima puntata? Oltre alla lista di attesa detta molte volte (come anche canzoni dei NBT) consiglio Rescued dei Foo Fighters (ne ho accennato nell’ultima puntata) e un tuffo nel passato: Bellyache di Billie Eilish

    1. Purtroppo (questa è una cosa che effettivamente mi dispiace molto)i problemi mentali – per quanto ci siano ancora molte canzoni – per il momento verranno messi in pausa…Non so dirti per quanto, ho già molto materiale (sui problemi mentali nel mondo della musica, appunto) ma proprio tanto. Nell’ultimo periodo dovrò assentarmi un po’ dall’Angolo per dar vita a qualcosa di molto bello su questo argomento (non posso dire cosa, se l’hai intuito…ssssh!) Dovrò suddividerli per tipo di problema.
      Quando avrò finito tornerò sull’Angolo, ma dovrò aspettare un po’…
      Torneranno invece i video perturbanti e i video positivi, compresa una puntata speciale su Kesha!
      (Oltre che ai desideri sessuali e altre rubriche)
      Un saluto,
      Richard 🙂

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