5 canzoni che parlano di problemi mentali 42

Vediamo altre cinque canzoni che trattano di problemi mentali, siamo alla 42°esima puntata!

Come promesso, a Settembre ho ripreso anche con i problemi mentali! Dopo il successo della precedente puntata, la 41, e la creazione di una playlist appositamente creata per questa categoria dell’Angolo di Richard – la seconda playlist per i problemi mentali – ecco una puntata carica, con elementi bizzarri…

Act My Age – Katy Perry

“Act My Age” è una canzone che devo dire mi piace molto, e che nonostante sembri allegra e spensierata tratta di un serio problema mentale…Quale? Lo stesso viene citato nella canzone da Katy “Ho solo bisogno di un po’ di Peter Pan e di un po’ di immaginazione”. E fin qua sembrerebbe che non ci sia nulla di male. Ma esiste una malattia mentale chiamata “sindrome di Peter Pan”. Ecco la sua definizione: “La sindrome di Peter Pan, scientificamente chiamata neotenia psichica, è quella situazione psicologica in cui si trova una persona che si rifiuta o è incapace di crescere, di diventare adulta e di assumersi delle responsabilità. La sindrome è una condizione psicologica patologica in cui un soggetto rifiuta di operare nel mondo “degli adulti” in quanto lo ritiene ostile e si rifugia in comportamenti e in regole comportamentali tipiche della fanciullezza. Si tratta di una sindrome che non è presente nell’attuale Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5).” Il fatto che non sia nel DSM-5 non implica che non sia una malattia reale; ecco cosa dice Katy riguardo la canzone: “Il messaggio è molto semplice, è soprattutto nei testi. Fondamentalmente l’età è un atteggiamento:” Quanti anni avresti se non sapessi quanti anni avevi? “… Quindi, quanti anni hai? Dentro? E che puoi essere per sempre giovane finché ti senti” Il problema non è sentirsi giovani dentro, ma non comportarsi come adulti, come canta Katy: “Il tempo è solo un’invenzione che l’uomo ha fatto,
no, non mi comporterò alla mia età, è solo la mia riflessione che non è aggiornata. Perché è tutto nel tuo atteggiamento, è tutto nel tuo punto di vista, non mi comporterò alla mia età.” Si tratta di un caso di “Kidult” ovvero  “bambino-adulto” (tradotto dall’Inglese), cioè un adulto che si comporta come un bambino, andando sugli scivoli, correndo in macchinine ormai strette per la sua età. In Italia il fenomeno dei Kidult è conosciuto come “Adultescenti”.

Phantom – Rina Sawayama

“C’era una volta…c’era una ragazza, che piaceva al mondo, stava morendo per piacere, alla ricerca dell’amore, desiderosa di fiducia. Adesivi e penne gel profumate, dando beni, trova amici. Rompendo i pezzi, le cose hanno iniziato a cambiare… ho cercato di trovarla da allora, ha dato via un po’ troppo.” Rina Sawayama da bambina non riusciva a stringere amicizia, quindi regalava oggetti sperando di farsi amici tramite quello che dava, ma ad un certo punto è cresciuta anche lei, e Rina ha perso la sua bambina interiore. Come se crescendo avesse dato via anche la sua sfortunata infanzia, e la sua bambina interiore. Ma cos’è la bambina interiore? Dovete sapere che ci sono diverse correnti psicologiche, poi una persona che studia psicologia le studia tutte, ma secondo la corrente del bambino interiore, ipotizzata in tempi attuali, attorno al 2014, il bambino interiore è l’aspetto infantile dentro di noi. Ogni persona ne ha uno. John Elliot Bradshaw, morto nel 2016, fu il primo ad esprimere questo concetto, si tratta di una subpersonalità, per farla semplice tutti noi abbiamo un bambino interiore, che è la nostra parte più infantile e crea un aspetto della nostra personalità. Se perdiamo il nostro bambino interiore perdiamo anche la serenità: la “magia” nello scoprire cose nuove, la curiosità, il modo che hanno tutte le persone a volte di atteggiarsi come più giovani per puro divertimento, ad esempio siete mai andati sulle altalene a 14 anni? Non stiamo parlando della Sindrome di Peter Pan come prima, o di adultescenti, ma di adulti che a volte hanno comportamenti da bambini. Ovviamente ci sono anche gli aspetti traumatici. Il bambino interiore subisce dei traumi, che la persona vuole dimenticare, ma quando tornano alla mente possono creare sofferenze. E Rina Sawayama per lasciare andare i traumi di infanzia, ha perso la sua bambina interiore, di cui è rimasto “un fantasma”. Per questo però Rina è anche finita in terapia, aveva comunque perso una parte di sé, e tutto l’album “Hold The Girl” come la title-track stessa, parlano di questa perdita e ritrovamento tramite la psicoterapia. ” Ooh, ho sbagliato a presumere, ti supererei mai? Ho bisogno di te ora, ho bisogno che tu sia vicino, come tieni un fantasma? Bambina interiore, torna da me, voglio dirti che mi dispiace, mi dispiace.” Tutta la sua infanzia è stata messa da parte, soverchiata da traumi e dolori che ha subito da adulta, e come se ciò non bastasse, la perdita del bambino interiore comporta la perdita di una parte di noi, quindi Rina vive una vita dove sente troppe responsabilità, e dove cerca di cancellare il dolore con la forza, eliminando il passato. Ma non si può fare, si impazzisce. Non si può vivere nel passato, ma non si può cancellarlo. E Rina ora vuole ritrovare la sua bambina interiore, e ricostruirsi una vita.

Paint the Town Red – Doja Cat

Nonostante il video infernale, Doja parla dei suoi haters e del suo materiale passato, e di come non si identifichi più nel passato, e voglia cominciare un nuovo capitolo della sua vita. Tingere la città di rosso può avere diversi significati: uccidere tutti gli haters (quindi dipingerla col sangue, tramite l’omicidio) oppure rendere rosso il suo vecchio materiale più pop nel quale non si identifica, cancellandolo, motivo per cui ha ricoperto tutte le copertine dei suoi vecchi singoli di rosso. Doja, però, potrebbe intendere entrambe le cose, dato che ha perso molti followers (tra cui haters) a causa del suo cambiamento radicale, dal taglio dei capelli – rasati a zero – e del suo sgridarli su Instagram, dicendo loro di trovarsi un lavoro, piuttosto che stare sui social a criticarla, ma dice che questo la fa sentire libera. Doja dice anche che preferirebbe essere famosa; la cantante ha spiegato di soffrire di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e perdendo molti follower ha perso anche molta fama. Ad ogni modo la rapper vorrebbe mantenere la fama e averne di più; qui c’è un netto contrasto: Doja ha volutamente rasato la sua testa perché sentiva la fama opprimerla, e sentiva che questo era in un qualche modo legato ai suoi capelli. Poi ha cancellato molte cose dai social, per essere meno famosa. Ora la vuole. È un’antitesi, un ossimoro. Nonostante questo, Doja vuole sia essere famosa che non esserlo, tiene il piede in due scarpe, tuttavia la sua preferita è essere famosa, anche se questo significa andare contro tutto e tutti; ecco perché canta: “Mmm, lei è il diavolo, lei è una cattiva st*onzetta, è una ribelle, lei ha messo il piede sul pedale, ci vorrà molto per sistemarmi.” Con questa frase si riferisce a sé stessa, alle teorie secondo cui sarebbe una satanista, un diavolo , per via dei temi del suo ultimo album, ma sottolinea anche il fatto di non voler sottostare a stereotipi e regole, è una ribelle. Ora che è diventata “stronza” si sistemerà pigiando sul pedale e dipingendo la città di rosso più in fretta, di cui sopra abbiamo visto il significato.

Netta – DUM

Netta parla di una storia d’amore, dove il suo ragazzo la fa sentire stupida. Ma lei è ossessionata, e ha perso la ragione, e adesso è realmente deficiente (scusate il termine) non nel senso di stupida, ma nel senso che ha una deficienza mentale. “Ho un cervello liquido, mi esce dall’orecchio quando dici il mio nome.  Ho ottenuto uno Sviluppo Educativo Generale e un dottorato di ricerca, quando parli scorre giù, giù. Mi dici “parlez-vous français?”
Tesoro, non parlo proprio “parlez-vouz français”, ma quando ti vedo voglio prendere il tuo bel viso, immergilo nel mio, nel mio semifreddo, K. Sarai il mio amante?” Netta ha quindi perso ogni sua cognizione e si sente come ipnotizzata dal ragazzo di cui si è innamorata, che la fa sentire stupida e le scioglie il cervello. Il visualizer viene chiamato “Official Hypnotizer” proprio per questo motivo; ipnotizza e lei è come ipnotizzata da questo amore! Non è in grado di ragionare in modo concreto, è come una stupida che dice cose senza senso, è annientata e annullata dal suo amante, sottostà a qualunque cosa lui dica senza potersi opporre, non riesce a pensare ad altro, e non è più in grado di dire frasi di senso compiuto. Abbastanza…folle. E inquietante.

Oasis – I’m Outta Time


In “I’m Outta Time” Liam Gallagher ripensa a tutto ciò che ha fatto con gli Oasis, il suo gruppo, e da questo punto di vista capiamo perché per lui sia difficile questo momento: presto gli Oasis si scioglieranno, il loro gruppo è già diviso, sono quasi al capolinea, e Liam non ha più tempo. Ma nel video ci sono elementi interessanti: uno di questi sono gli occhi, che continuano ad osservare il protagonista, uno è perfino stampato sulla luna. E anche la luna è interessante, perché è gigantesca. La luna, in psicologia, rappresenta la figura di riferimento femminile, quindi la madre. Il fatto che sia gigantesca sta ad indicare che la madre di Liam ha avuto un’importante ruolo nella sua vita. Liam era chiamato “Peggy’s Shadow” (L’Ombra di Peggy, che era la madre dei Gallagher) ed è stata lei a portarli via dal padre, che li picchiava e li abusava. Lui quindi sente che per quanto sia grande – non a caso nel video è gigantesco – è inferiore a tutto ciò che ha fatto sua madre nella sua vita, e che lui e suo fratello stanno rovinando tutto ciò di grande che ha fatto per loro la madre. Una visione un po’ oscura della vita. Inoltre sente che il tempo scorre troppo in fretta, sono passati tanti e pochi anni al contempo, ma gli Oasis sono quasi al capolinea…Che dire, la canzone parla di molti problemi mentali, così come anche il video. Liam è perso in un paesaggio notturno, che in realtà è la sua mente, e il mondo così come lo immagina con determinati elementi. La civetta e il gufo che appaiono nel video, ad esempio, sono un richiamo alla morte e alla paura della morte, come se la morte lo osservasse continuamente. Così come la madre. La chiesa è un chiaro riferimento alla religione, che si staglia ma è più piccola di lui, ma comunque lo osserva, quasi lo temesse.

E voi cosa pensate di questi problemi mentali esplicati in queste cinque canzoni? Fatemelo sapere in un commento!

Lascia un commento

Chiudi il menu
×
×

Carrello