5 canzoni che parlano di problemi mentali 43

Siamo arrivati alla 43°esima puntata sui problemi mentali!

Permettetemi ancora una volta di ringraziarvi tutti per il successo che sta avendo questa rubrica! Attualmente la puntata più visitata è la 17, con 1.089 visite dal 2022 ad oggi. Ringrazio tutti coloro che leggono e apprezzano questa rubrica, perché – oltre che alla mera curiosità – aiuta a dipanare meglio il mondo dei problemi mentali, e non solo, aiuta a capirli, e questo non li rende più un tabù, qualcosa di cui vergognarsi, qualcosa di terribile, vergognoso, perché anche le più note popstar del pianeta ne soffrono, e ne parlano, anzi ne cantano.
È molto importante anche riuscire ad entrare nel mondo delle persone che soffrono di disturbi mentali/psichiatrici, per non farle sentire sole, e – soprattutto – per capire come aiutarle e qual è il loro vero problema.
Oggi vedremo problemi mentali quali l’Agorafobia, e avremmo tra gli ospiti della puntata anche Taylor Swift!
Iniziamo!

Bigger Than The Whole Sky – Taylor Swift

“Nessuna parola appare davanti a me in seguito. Il sale scorre dai miei occhi e nelle mie orecchie. Ogni singola cosa che tocco si ammala di tristezza, perché ora è tutto finito, tutto è fuori in mare […]E ho molto di cui lamentarmi, ho molto di cui vivere senza, io non incontrerò mai quello che avrebbe potuto essere, sarebbe stato…cosa avresti dovuto essere tu.” Taylor Swift ha passato un lutto, un grave lutto. Anche se questa canzone sembra riferirsi a Ronan, il bambino deceduto su cui Taylor Swift ha scritto una canzone, qualsiasi donna o ragazza che ha abortito naturalmente o meno, o a cui comunque è morto un figlio piccolo, può ritrovarsi in questa canzone. Sappiamo che si tratta di un neonato o comunque di un bambino piccolo grazie al testo: “Addio, addio, addio, eri più grande di tutto il cielo, sei stato più di un breve periodo”. “Qualche uccello ha sbattuto le ali in Asia? Qualche forza ti ha preso perché non ho pregato? Ogni singola cosa a venire si è trasformata in cenere.” Essendo in lutto, Taylor Swift attraversa tutte le sue fasi:

1- Negazione
2- Rabbia
3- Patteggiamento
4- Depressione
5- Accettazione

Attualmente Taylor si trova nella quarta, ed è molto depressa, ma si trova verso la fine di questa fase, in quanto è in grado di salutare il bambino, accettando di dirgli “addio”. Sa che non potrà più recuperarlo, ma non siamo ancora all’ultima fase del lutto, bensì ad una via di mezzo tra la quarta e la quinta.

Taylor si incolpa, si chiede se sia colpa sua la morte del bambino, e tutto le sembra diventare triste attorno a lei, perché lei è triste e depressa, quindi riflette la sua mente su ciò che la circonda.

Crazy Girl – Rita Ora

In questa canzone Rita Ora afferma di essere una ragazza pazza, che porta dramma, fa innamorare ragazzi, li mangia. Un po’ una femme fatale attraente ma pericolosa, qualcuno di veramente instabile, con un appetito sessuale degno di una ninfomane: ” Alzati su di me, macinami più velocemente” il termine “grind – macinami” può anche essere usato per dire “masturbare” quindi qui Rita Ora afferma di voler essere masturbata dal ragazzo che ha attirato a sé. Prima però lo avvisa: “Io non sono niente come loro altre ragazze, ti mangerò ragazzo sono una ragazza pazza, la ragazza che potresti non voler prendere da far vedere a tua mamma.” La canzone è più sessuale, ma il fatto che Rita affermi di essere pazza, conferma che è molto pericolosa e ninfomane, non è di certo una brava ragazza…Quante cose sono cambiate in 11 anni! Questa canzone è stata registrata nel 2012, quado Rita cercava un ragazzo, ed era pericolosa per chi la adocchiava, e adesso è sposata e ha da poco rilasciato l’album “You & I” che parla di amore.

Agora Hills  – Doja Cat

La canzone “Agora Hills” non è solo un riferimento alle colline dove viveva Doja Cat, sopra Los Angeles, ma anche alla storia di dolore che la lega a quel posto. La canzone abbastanza esplicita, parla di come Doja sia combattuta tra innamorarsi o no; dice che ha bisogno dell’amore anche se la fa soffrire. Questo rapporto di odio-amore e amore-odio con il suo interesse amoroso le genera un conflitto interiore, che la riporta a quando viveva sulle colline di Agora. Su queste colline sopra Los Angeles, Doja Cat, viveva in una comunità religiosa gestita da una musicista-guru indiana, che faceva regolare uso di droghe, e non mangiava carne. Doja era una bambina, e doveva sottostare a quanto le accadeva intorno. Questa la portò ad avere un senso di agorafobia nei confronti di quella comunità induista, perché non poteva mangiare cheeseburger (come tutti i ragazzi statunitensi), doveva indossare determinati vestiti e non poteva nemmeno andare a pattinare. Era confinata in quel luogo terribile. Ma cos’è l’Agorafobia? Nonostante le colline si chiamassero Agora, non deve il suo nome a quelle colline. L’Agora era la piazza delle Polis (le città) greche; agorafobia significa quindi paura della piazza. In realtà le persone che ne soffrono non si sentono a loro agio non solo nella piazza, ma in qualsiasi punto del luogo in cui vivono, e temono le altre persone che vi abitano. Doja Cat passa in mezzo ad un luogo devastato e desolato, e il video inizia con lei che si lava via del sangue da sotto la doccia, facendo capire che ha superato la paura di quel luogo, uccidendolo interiormente. Ormai è nel suo passato, ma per farci sopra una canzone e un video, Doja dev’essere rimasta molto segnata da quell’agorafobia e dalle Agora Hills.

Superhero – Lauv

“My Blue Toughts” è un progetto online creato da Lauv, per raccogliere quante più testimonianze possibili – in forma anonima – sui problemi mentali dei suoi fan. Il box era disponibile in forma fisica anche ai concerti di Lauv. Ognuno poteva scrivere un pensiero, ognuno poteva leggerlo. È un modo per sentirsi meno soli, per sfogarsi in uno spazio pubblico e privato al contempo. Un fan – che Lauv ha in seguito rintracciato – aveva scritto ” I met a superhero, i lost her, i want her back.” A Lauv questo messaggio suonava molto come una canzone, quindi scrisse una canzone al riguardo, chiamata appunto “Superhero”, ma volle anche raggiungere la persona che aveva scritto la nota, e come già detto riuscì a rintracciare quella persona, Martin, da Monaco (Germania). La nota scritta da Martin parlava della sua ex. I due si erano lasciati per dei problemi creati da una relazione a distanza. Lauv scrisse in dieci minuti una canzone attorno a questo; la canzone parla di questa relazione finita, e dei traumi che ha lasciato nel ragazzo – Martin – che ha perso la sua fidanzata, da lui considerata una super-eroina. Infatti, a causa del termine della relazione, Martin visse un grande momento di sconforto, di depressione, solitudine e paura.
Martin viveva a Monaco, Diana a Boston. Entrambi erano a Boston per il concerto di Lauv, ma quella sera ebbero una discussione e si lasciarono. Martin andò da solo al concerto, e poi tornò a Monaco. Una storia di una persona comune trasformata in una canzone, canzone che ha anche vinto un disco d’oro.

Ghostin – Ariana Grande

“So che mi senti piangere, provo a trattenermi di notte, quando stai dormendo di fianco a me, ma ho bisogno delle tue braccia questa volta.” Ariana Grande era fidanzata con Pete Davidson in quel periodo, e stava per sposarlo, ma stava ancora soffrendo per il suo ex fidanzato, Mac Miller, morto di overdose. Pertanto di notte piangeva, e Pete la consolava. Ovviamente Pete non era contento di questo, perché Ariana comunque pensava ad un altro uomo, seppur morto, e sentiva come se non fosse realmente innamorata di lui, ma di un fantasma. Questo portò il rapporto di coppia ad incrinarsi. “Sei stato così comprensivo, sei stato così buono e  te ne sto facendo passare di più di chiunque mai dovrebbe… e sto odiando me stessa perché non vuoi ammettere che ti ferisce. So che ti spezza il cuore quando piango ancora per lui. So che ti spezza il cuore quando piango ancora invece di smaterializzarlo.” Abbiamo aperto questa puntata col lutto di Taylor Swift, ora si chiude con quello di Ariana Grande, che è anche lei nella quarta fase del lutto. “Ghostin'” però non significa solo smaterializzare. Un luogo “ghostin’ ” è infestato, fantasmizzato, perseguitato da uno spirito immateriale, un fantasma. Ariana ama il suo uomo attuale, ma piange per il precedente, si sente in colpa perché forse – se fosse rimasta – avrebbe potuto salvarlo. Quando conosce Pete, capisce che non poteva salvare il suo ex, e si innamora di nuovo, ma è depressa, anche se ora ha l’amore, per la morte del suo ex. Il suo fantasma è ancora qualcosa di materiale, che aleggia, e fa soffrire la coppia. Ariana e Pete non si sposarono mai. Si lasciarono, proprio per questo fatto, e Ariana si fece seguire anche da un terapista per dimenticare Mac. Pensare “se sto con lui posso salvarlo” non è un ragionamento sano, perché è vero – puoi aiutare una persona con una dipendenza se le stai vicino – ma dev’essere la persona a fare il primo passo per uscirne. Altrimenti continuerà – come nel caso di Mac – a drogarsi, Ariana poteva forse  impedirglielo? No. Questo tipo di mentalità viene chiamato complesso della crocerossina, o complesso dell’infermiera, dove la donna per curare l’uomo che soffre di dipendenza in un rapporto di coppia si annulla, e lo segue h24, senza più pensare al suo benessere, ma solo a quello del suo compagno, per salvarlo. Una malattia mentale riconosciuta come sindrome di Wendy, che vede la ragazza aver paura di restare sola, e l’unico modo in cui la poveretta si gratifica è vedere l’altro salvo grazie ai sacrifici che lei compie.  Terribile. Per fortuna Ariana ne è uscita, e nel 2021 si è sposata con Dalton Gomez, un agente immobiliare. I due hanno divorziato nel 2023.

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