5 delle migliori esibizioni live che hanno fatto la storia del Pop

Le esibizioni sono riportate in ordine casuale, ma sono sicuramente 5 delle più belle esibizioni live del Mondo del Pop e della Cultura Pop.

Lady Gaga – Telephone/Dance in the Dark (Live Brit Awards 2010)

Una delle esibizioni più iconiche di sempre ai Brit, e in generale della Musica Pop. Lady Gaga se la canta e se la suona da sola sul palco, fa tutto lei. L’esibizione parte con un pianoforte, suonato dalla stessa Gaga che intona Telephone e annuncia che l’esibizione è dedicata ad Alexander McQueen. Poi la cantante si esibisce con “Dance in the Dark” mantenendo uno stile impassibile da diva, e con alcune background vocali urlate, che vengono emesse da uno strano strumento simile ad una chitarra, ma che in realtà è una specie di consolle da DJ. L’esibizione termina con una musica in crescendo dance. Un’esibizione davvero degna di nota.

Taylor Swift – Wildest Dreams/Enchanted Medley (Live 1989 World Tour)

Una delle esibizioni live migliori di sempre, suonata una sola volta, durante un evento televisivo per il “1989 World Tour” di Taylor Swift. La sua voce non è in playback, e possiamo dire che quando si esibisce dal vivo, Taylor tira fuori la sua voce, come ha fatto qui! Suonando semplicemente il pianoforte, con le coriste a fornirle background vocali di sottofondo, Taylor crea un mix di suoni perfetto, unendo “Enchanted” a “Wildest Dreams”. Al termine dell’esibizione calca la passerella del palco come una modella accattivante, che si muove perfettamente a suo agio, con un fare da diva un po’dolce, ma determinata e risoluta al contempo. Complimenti a Taylor Swift!

Rihanna -Where Have You Been (Calvin Harris Extended Mix) – Live

Rihanna parte seduta su un trono, in un’atmosfera con qualcosa di…Egizio. La cantante viene introdotta da dei suonatori di tamburo, seduta su un trono. Quando non canta esegue una coreografia molto sexy, ma anche qui Rihanna dà prova della sua grande capacità vocale, di cui da prova soprattutto nei live, qui particolarmente. Al termine dell’esibizione esegue un acuto perfetto, forse un po’ troppo alto per lei, ma senza stonare, anche se resta momentaneamente senza voce, Rihanna non conclude le frasi a pochi secondi dalla fine, ma le inizia e le lascia finire al pubblico, segno della sua grande professionalità. Rihanna non si scompone davanti alle difficoltà. Ripresa la voce, chiude l’esibizione con un bellissimo vocalizzo.

Katy Perry – Unconditionally (Japanese Music Mix) (Live MTV AMA 2013)

Una delle migliori esibizioni live di sempre di Katy Perry. Introdotta da una musica giapponese, Katy appare sulla scena come una nobildonna del Periodo Edo, in una scenografia perfetta, con lampade volanti, giardino giapponese, personale di scena appositamente truccato, ventagli e strumentazione usata in Giappone. Durante il ponte si muove a scatti fra lampi flash di luce che la illuminano, agitando un ombrello come un’arma, sotto una pioggia di petali. Notare che anche il microfono è a tema (questo è un classico di Katy, che per ogni esibizione utilizza un microfono modellato a tema della stessa, ad esempio il microfono fungo nella residency Play) e viene poi circondata da ballerine volanti. Al termine dell’esibizione e di una serie di acuti pazzeschi, con background vocali supportate dalle coriste, Katy sparisce in un soffio di fumo. Un’esibizione davvero degna di nota.

Amanda Lear – Follow Me (Live Stryx 1978)

Una delle perfomance più belle di sempre della musa di Salvador Dalì. Vestita come una vampira, intrigante come una strega, sensuale come una femme fatale medievale oscura, Amanda Lear calca un palco con persone e oggetti a tema Halloween. Usa un lungo mantello, che ricorda Dracula, e lo apre di tanto in tanto, fino a farlo cadere, per poi esibirsi con un vestito provocante ma non volgare su uno specchio, che sembra invisibile, come un muro magico, e termina l’esibizione in modo accattivante. La scenografia sicuramente influisce molto sulla bellezza di questa esibizione, che resta una delle migliori esibizioni Pop eseguite in Italia in lingua inglese da una donna.

 

 

 

Questo articolo ha 3 commenti.

  1. Bellissima l’esibizione di Katy Perry
    Mi ricordo che in quell’occasione l’hanno accusata di appropriazione culturale per essersi ispirata alla cultura giapponese.
    Cosa ne pensi al riguardo?

    1. Io penso che l’appropriazione culturale sia una ca**ata e di quelle grandi.
      Nasce come “figlia” del Politicamente Corretto, che è una delle cose peggiori di questo mondo…Io, che ho scritto diversi libri sul Giappone, non sono mai stato accusato di appropriazione culturale. Rina Sawayama – che è giapponese- non è stata accusata di appropriazione culturale per “Lucid” o “Akasaka Sad” dai giapponesi, e non è mai stata accusata di appropriazione culturale dagli irlandesi per il video del suo singolo in collaborazione con Charli XCX, dove lei – che è giapponese – esegue un rito pagano in uso in Regno Unito. Appropriazione culturale, dal mio punto di vista, è una cosa…stupida. Non esiste. Viviamo in un mondo che è un melting pot, dove tutte le culture si mescolano, e perché non usarne una in particolare per un’esibizione? Ariana Grande è stata accusata della stessa cosa perché ha collaborato con diversi cantanti neri (Macy Gray, Lil’Wayne, Nicki Minaj, Future, 2 Chainz) ma se loro hanno collaborato con lei l’hanno voluta. L’esibizione di Katy non è una forma di sfruttamento di determinate culture per arricchirsi, ma uno spettacolo ispirato da un cultura e messo in scena anche per omaggiarla.
      Un saluto,
      Richard 🙂 (PT.1)

    2. Il politicamente corretto è stupido, e sono stupide anche le persone che vi ricorrono.
      Ad esempio io ho una zia il cui nome inizia per S.
      Un giorno sono uscito a camminare con lei, e ho notato dei sacchetti appesi al muro di una via, e le ho chiesto “cosa sono quelli?”
      Zia S.: “Sono lì perché ci sono tante persone che qui sporcano di notte, soprattutto ragazzi, così possono buttare via ciò che usano senza sporcare per terra. Li hanno messi anche sul viale alberato del cimitero.”
      Richard: “Sì insomma, per i drogati che vengono di notte…Invece di ripulire dalle siringhe e dalle bottiglie, non farebbero prima a mandare la polizia?”
      Zia S: “NON CHIAMARLI DROGATI.”
      Richard: “Perché, cosa sono?”
      Zia S:”NON SONO DROGATI.”
      Richard: “Sì zia S. si fanno le canne, e le siringhe. Anche di pomeriggio, le persone li vedono.”
      Zia S: “NON SI DICE DROGATI! SI DICE PERSONE CHE HANNO BISOGNO DI AIUTO, CHIAMALI RAGAZZI, NON DROGATI!”
      Richard: “No, io li chiamo drogati. Lo sono, perché dovrei chiamarli in un altro modo?”
      Zia S: “Perché è offensivo! (URLANDO PER STRADA) TU FAI DEL MALE! TU CHIAMI SEMPRE LE COSE COL TUO PUNTO DI VISTA BIGOTTO E STRETTO, AMPLIA IL TUO CAMPO, PERCHÈ LA VITA È UN CERCHIO, E TI RITORNA IL MALE CHE STAI FACENDO!”
      Per fortuna è passata una signora col cane e la discussione si è interrotta. Secondo mia zia S. io non dovrei chiamare i drogati tali perché li offendo. Dovrei chiamarli ragazzi, oppure se si sta parlando di una persona drogata dovrei chiamarla “persona in cerca di aiuto” o “persona con dei problemi” ma non va detto di dipendenza, perché si potrebbe capire a cosa si fa riferimento, e questo fila benissimo col politicamente corretto e i poveretti che pensano di aver salvato il mondo col politicamente corretto…Non fila per niente con me, che sono politicamente scorretto. Questo non significa essere razzisti, offensivi ecc. ma chiamare le cose col loro nome.

      Tornando all’accusa di appropriazione culturale di Katy, hanno attaccato anche per visibilità, perché era un personaggio molto forte in quel periodo, e questo ha dato fastidio a molti. Così come hanno attaccato Ariana Grande per la cultura afroamericana e Christina Aguilera per quella cinese, ecc. Questo è il mio pensiero sul politicamente corretto e l’appropriazione culturale. Questo è quello che dice Wikipedia:
      “L’appropriazione culturale rappresenta l’adozione o l’utilizzazione in maniera inappropriata o inconsapevole di elementi di una cultura da parte dei membri di una cultura dominante,[1][2] il che costituisce nella maggioranza dei casi un irrispettoso mezzo di oppressione e spoliazione, nonché una forma di colonialismo. L’identità della cultura minoritaria si troverebbe così privata della sua proprietà intellettuale, oppure danneggiata nella sua immagine ormai ridotta ad una semplice caricatura razzista”

      Io non vedo caricature razziste da nessuna parte, e poi vista la grande ricchezza che c’è in Giappone, vogliamo dire che è “una cultura minoritaria” e non dominante? I manga, gli anime, sono diffusi in tutto il mondo e vengono dal Giappone.
      Questo è il mio pensiero.
      Grazie per aver aperto questa conversazione!!! 😀
      Un saluto,
      Richard 🙂

Lascia un commento

Chiudi il menu
×
×

Carrello