5 canzoni che parlano di problemi mentali 48

Ecco la puntata n°48 dei problemi mentali  nel mondo della musica, la rubrica più amata del blog!

In molti me lo hanno chiesto e sono tornato…Eccomi qua! I problemi mentali sono tornati, in questa puntata vedremo altre cinque canzoni che ne parlano.

Fortnight – Taylor Swift feat. Post Malone

“Fortnight” è il sequel di “Hits Different” visto nella puntata dei problemi n°41. In “Hits Different“, Taylor si chiede se la chiave che gira nella serratura sia del suo amato, la cui perdita l’ha fatta impazzire, o se siano gli infermieri del manicomio: “Sono venuti [loro] a portarmi via? Per portarmi via”. E così inizia il testo di “Fortnight”; “Avrebbero dovuto mandarmi via, ma si erano dimenticati di venire a prendermi”. Taylor fa riferimento al manicomio, a come sarebbe dovuta essere dimessa, ma in realtà non era mai stata rinchiusa in un manicomio. In molte canzoni Taylor Swift ha parlato dei suoi problemi mentali, e l’intero album di cui “Fortnight” è stato il primo singolo ne parla; non a caso si chiama “The Tortured Poets Department” (“Il Reparto dei Poeti Torturati). Nel video Taylor inizialmente si trova in un manicomio, poi esce come se nulla fosse, ed entra in un’altra stanza, dove inizia a battere a macchina. L’intero video la mostra tormentata, ed è pieno di easter-egg ad altre canzoni. Ma nei testi si capisce quanto a Taylor manchi il suo ex, e sarebbe disposta ad uccidere la nuova moglie del suo ex, dato che sono vicini di casa, e persino suo marito (il nuovo sposo di Taylor), che la tradisce. Possiamo però capire meglio la depressione di Taylor dal testo: ” Tutte le miе mattine sono dei Lunedì intrappolati in un Febbraio interminabile. Ho preso le droghe miracolose, ma gli effetti erano temporanei. Ti amo, ma mi sta rovinando la vita, ti amo, ma mi sta rovinando la vita, ti ho toccato ma solo per due settimane, ti ho toccato, ma ti ho toccato”.  Le persone che subiscono un lutto o che cadono in depressione per amore descrivono così la loro vita…Un giorno senza fine, intrappolato in un clima grigio e piovoso. Inoltre Taylor ha preso delle droghe per superare questo lutto amoroso, ma non hanno funzionato (probabilmente fa riferimento a degli psicofarmaci). Nel testo inoltre afferma di essere stata un’alcolista dopo la rottura, finché qualcun altro non l’ha notata, cioè il suo attuale fidanzato. La scena del video dove invece si vedono le persone-ombra che li guardano è un rimando a “I Know Places” nel cui video appaiono degli uomini ombra chiamati “cacciatori”. In parole povere, Taylor si sente braccata dai mass media, da coloro che vogliono sapere di più su di lei, tutto su di lei, e la osservano continuamente. La sua vita privata messa a nudo, le scene di dolore del video e dei testi, richiamano alla depressione, alle dipendenze e al paragonare la rottura ad un lutto.

Melon Cake – Demi Lovato

“C’è stato un tempo in cui vivevo prigioniera nella mia mente. E c’è stato un tempo dove il gatto e il topo hanno cercato di rendermi delle dimensioni di Barbie e ho obbedito”. Demi Lovato fa riferimento a quando lavorava per la Disney (il gatto e il topo la rappresentano) ed era obbligata a mangiare come unico dolce delle angurie ricoperte di panna. E solo ai compleanni. Non poteva nemmeno mangiare cioccolatini: “Mi coprì gli occhi di pelle, con un calore di cento gradi. La gente qui fuori viene licenziata per la cioccolata sul sedile posteriore”. Alla fine però, Demi ha la sua rivincita: “Cara piccola me, mi dispiace che ci sia voluto così tanto tempo, ma piccola, sei libera. E ora sto dicendo che non ci sono più”. Ora Demi può mangiare quanto vuole e quello che vuole, e non le importa del peso, o di essere giudicata, è libera. Aveva dei pensieri orribili, degli incubi, temeva di mettere su peso, sarebbe stata licenziata, si vedeva orribile, grassa, la pesavano costantemente, si sentiva terribilmente costretta e osservata dalla gente: “C’è stato un tempo, in cui sono stata attirata in tutte le direzioni e mi sono dimenticata della mia. Ma non desidererei
quei pensieri sul mio peggior nemico, ti fanno desiderare di non esistere”. Il suo problema alimentare vero e proprio non era ingrassare, ma essere obbligata a non mangiare, a rimanere magra e triste, con pensieri suicidi e oppressa dalle persone che volevano esercitare potere su di lei.

Dear Fake Friends – Henry Moodie

“Tu sei così falso, tu sei un serpente, io sto meglio adesso che tu sei via, facendomi pensare di avere un’amicizia con te. Io ho giocato ai tuoi giochi, un mio errore, alla fine adesso conosco le tue vie, ho bisogno di una pausa da ciò che tu mi hai spinto ad attraversare”. Henry dice di essere stato manipolato da un suo amico, di aver sempre cercato di giustificarlo, ma ora sa che lui lo pugnalava alle spalle, e sta meglio senza di lui. Questa persona lo manipolava, lui era completamente dipendente da questa persona, non se ne rendeva conto ma ora è così. Infine Henry si chiede se questa persona abbia dei nuovi amici, e se finga di essere “dalla loro parte”. Questo mi permette di raccontare un’esperienza personale. Nel 2012, quando venni curato a causa di una depressione e di una crisi schizoaffettiva, che mi venne diagnosticata nel mese di Marzo, mio compleanno, il mio migliore amico di allora mi abbandonò. Trovava sempre scuse per non frequentarmi, ci rivedemmo nel 2018, ma per qualche motivo mi bloccò tutti i numeri e diceva che non era vero che mi aveva bloccato trattandomi come “un malato”, sapeva infatti che prendevo psicofarmaci, e pensava che mi rendessero stupido.  Ci rimasi molto male, ma capii che era uno stronzo. Si chiama Mattia. Anni dopo, con la pubblicazione del mio libro “Visioni e Incubi” mi scrisse su Facebook che era molto interessato al mio libro, e mi inviò una richiesta di amicizia. Io la rifiutai e lo bloccai per sempre. E non voglio più averci nulla a che fare. Gli amici sono persone che ti supportano, che ti stanno vicino, non che ti abbandonano perché sei stato in un reparto psichiatrico. Quindi se stai leggendo, come diceva mia Nonna Pina ” va a pettinarti la pettinara” Mattia B! I falsi amici sono persone realmente simili a serpenti. Ti cercano solo quando hanno bisogno, e si annotano tutto di te per poterti sfruttare meglio, ma quando pensano che tu sia inutile oppure che non possano più trarre vantaggio da te perché sei stato male per qualcosa, ti abbandonano senza motivo. Ma è stato MOLTO meglio così. E questa canzone di Henry Moodie mi piace davvero molto 🙂

Whitney – Orlvndo

Orlvndo nella canzone parla della morte di Whitney Houston, e al contempo della morte di sua madre. Whitney è una musa per lui, per la sua musica, al pari di sua madre. Sua madre morì quando lui era molto piccolo per un tumore. I riferimenti religiosi fanno parte della sua infanzia (cose molto private che non posso condividere sul blog, e che mi ha detto gente del paese) comunque Orlvndo si considera una parentesi, ha piena coscienza che anche lui vivrà e morirà, e poi verrà dimenticato da tutto e tutti. “Nella vita serve l’hype, ma io non ce l’ho! […] Io non piango per rispetto di chi muore, ma siamo solo persone da sole, che a volte urliamo, esisto anch’io!” Orlvndo chiede poi a Whitney di ispirargli le parole, perché lui in realtà non lo sta chiedendo solo ad una persona-idolo, ma al suo vero idolo e la sua vera musa, sua madre. Una richiesta di aiuto. Orlvndo dice anche di odiare i funerali, a causa dei suoi parenti egocentrici. Anch’io persi mia madre, nel 2019, morta a causa di tre tumori, e capisco cosa significhi perdere la propria madre, ma il trauma di Orlvndo è stato maggiore, perché l’ha persa da piccolo. Ha meno ricordi di lei, con lei. È un trauma che non ti lascia mai, ma io posso assicurarti Orlvndo – e anche a te, se stai leggendo queste righe e hai perso tua madre – che lei ti è sempre vicina. Un genitore non abbandona suo figlio nemmeno dopo la sua morte, e io ne ho avuto le prove. 🤍🤍🤍

Metti Che Un Giorno – Ina Sonora

La canzone tratta di femminicidio. In una prima scena, si vede una donna, completamente vestita con una tunica bianca, ritagliare dal giornale un volto, quello del suo assassino in realtà: “Ma non importa se sei di carta, ti ho ritagliato dal giornale, sì lo so non è normale”. Se osserviamo, nel video, sul giornale c’è scritto “CRONACA IN NERO: INDAGATO PER STALKING E ATTI PERSECUTORI. #nonènormale”. E concordo. Non è normale che al giorno d’oggi i femminicidi siano ancora così diffusi, nonostante spesso le donne denuncino chi ha fatto loro del male, per stalking, ma nessuno interviene, e alla fine…Terrificante. Ma andiamo avanti: “In quattro parole, siamo tristi e sole, ma siamo quelle donne col freddo perenne, la boule, e le buste di tè”. E ancora nel ritornello: “Metti che un giorno,  dimentichi tutto e ti ritrovi in TV a “Chi  L’ha Visto”, e metti che un giorno lui ti venga a cercare, proprio perché gli è piaciuta, la tua foto al naturale. […] Metti che un giorno, ti prende di brutto, e ti ritrovi al TG delle otto.” Nella scena la donna è in casa, è morta, ma non sa di essere stata uccisa, e vede la sua faccia a “Chi L’ha Visto ?” noto programma italiano dove vengono segnalati casi di persone disperse e casi di presunti omicidi, mentre se osserviamo la scena del “TG delle otto” vediamo la scritta “ENNESIMO FEMMINICIDIO”. Ina continua “Su questa Terra, di fame e di guerra, ti arriva un avviso e realizzi che andrai in Paradiso”. La donna vede sé stessa al telegiornale, morta, e piange. Ma poi alla fine si risveglia…Era tutto un sogno. Capendo che era davvero un avviso, prende la sua borsetta, e va via. È ingiusto morire solo perché qualcuno non accetta la fine di una relazione, solo perché qualcuno è in libertà vigilata ed è stato multato ma non arrestato. Molte donne vivono in un continuo stato di ansia, terrore, a causa di ex o compagni che le maltrattano, che fanno loro del male. Hanno paura a uscire di casa, di incontrare l’ex, di essere uccise. Questo clima di terrore non dovrebbe esistere. La donna del video è stalkerata da un uomo, ne é cosciente, e questo incubo che ha fatto proviene dalle sue paure più oscure, dal terrore di essere uccisa. Ma sarà veramente al sicuro andandosene via da quel luogo?

Anche oggi abbiamo visto diversi problemi mentali; dipendenze e depressione, problemi alimentari, manipolazione e disagio, elaborazione di un lutto e la fobia di venir uccise (che non è una fobia strampalata, ma una cosa vicina alla realtà).

Quale canzone preferite? Quale, secondo voi, è più vicina alla vostra realtà? Siete passati/e in mezzo a certe situazioni? Fatemi sapere tutto nei commenti!
P.S.: Se sei una donna e stai subendo stalking, violenze o minacce, chiama questo numero: 800814681

 

 

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