Florence Welch spiega le sue ultime canzoni: ecco le sue risposte

Ho avuto il piacere di parlare nuovamente con Florence Welch. Mi scuso per il ritardo della pubblicazione dell’intervista che – come concordato – andava pubblicata il 21 Giugno.

 

PREMESSA: Quest’intervista doveva venir pubblicata poco dopo il rilascio di “Mermaids”, e conteneva solo tre domande, ma a seguito di nuovi e inaspettati successi, Florence mi chiese di non pubblicare l’intervista, ma piuttosto di attendere nuovo materiale.

Ora, Florence, risponde ad un’intervista di undici domande, ed è pronta a raccontarsi meglio, soprattutto sulla sua musica.

  • Perché hai scritto “Mermaids” e perché hai voluto inserire la canzone nell’edizione deluxe di “Dance Fever” come ristampa?

In realtà, “Mermaids” è stata una delle prime canzoni che ho scritto per l’album, nel Febbraio 2019. Non l’ho mai conclusa…Poi c’è stata la pandemia, e io ho avuto un terribile blocco di scrittura, e solo quando il mondo è esploso nei suoi sanguinosi conflitti, io ho ritrovato la forza di scrivere. Ho tradotto le mie poesie in musica, inclusa “Cassandra”. La canzone sulle Sirene è rimasta un grande punto di domanda, ma io sentivo che avrebbe avuto spazio e successo in “Dance Fever”, che era l’album adatto, abbastanza cupo e abbastanza incentrato sull’Europa del tardo medioevo, dove le Sirene erano creature prolifiche e terrificanti per chiunque. Quindi, quando durante il Dance Fever Tour mi ruppi un piede sul palco, e fui costretta a riposare, decisi di finire di scrivere questa canzone, e inserirla nell’album. L’ho poi rilasciata come singolo, ed è stata una grande soddisfazione per me.

  • Puoi spiegarci un po’ il significato della canzone e che correlazione ha con Britney Spears?

Oh, beh, partiamo proprio da lei. Io amo molto Britney, ma non si può dire che l’immagine che ha dato di sé negli anni non abbia creato uno stereotipo. Quando parlo di “Ragazze che avevano l’odore di Britney Spears e noci di cocco” non lo dico in modo negativo, in quanto io stessa ero fra quelle ragazze. Posso dire che è una canzone, in un certo senso, sospesa tra realtà e fantasia, tra la sorellanza tra me e il mio gruppo di amiche del bar, e le sirene, queste creature mitiche e affascinanti. Notare come le creature più mistiche e magiche in ogni cultura siano femminili, donne, come sirene, streghe o arpie è affascinante. Spiega come il potere delle donne sia stato represso negli anni, perché erano forti e indomabili, ed è anche per questo che queste creature vengono indicate talvolta come fragili, ma non lo sono. La canzone parla di come anch’io sia in realtà una sirena, qualunque donna può essere qualunque cosa, da un sogno celestiale ad un inferno eterno e logorante. O a qualcosa che può mandarti in una dimensione parallela, dipende da come la tratti se sarà di morte o dolore, o vita e passione.

  • “Non hai visto nulla finché non vedi una ragazza inglese bere”

Questo è un riferimento reale. Devi sapere che io e una mia cara amica andavamo tutte le sere al pub. Io non so se sono una donna affascinante, suppongo di esserlo, almeno per gli standard della società moderna. E questo implicava che questo ragazzo straniero (non inglese) mi trovasse affascinante, una sera, al bar. Ci provava con me in ogni modo, molto forte. Era il 2007, io stavo lavorando per essere famosa, avevo già una band, ero abbastanza conosciuta. Non ero ancora Florence Welch dei Florence & The Machine, ma ero nota. Anche la mia amica lo era, abbastanza. Fatto sta che a questa mia amica questo ragazzo, almeno a livello fisico, piaceva. Lui mi invitò a bere. Pensava che facendomi ubriacare avrebbe vinto e mi avrebbe resa sua…Bevemmo finché il pub non lo sbatté fuori ubriaco. Io bevetti molte pinte di birra, ma restai sobria. Per lui fu una grande sorpresa risvegliarsi il giorno successivo, nudo, nel letto della mia amica.

Grazie per averci illustrato “Mermaids”

 

  • “Which Witch” è una delle tue vecchie canzoni che sta riscuotendo più successo nell’ultimo periodo, puoi parlarcene?

Si tratta di qualcosa di Hollywoodiano. Ricorda il film “Crucible” [in Italia: La Seduzione del Male] e parla anche in un certo di un musical. Non è una canzone, comunque, ma una demo. Amo questo pezzo, è qualcosa di unico, capisco perché abbia riacceso improvvisamente l’interesse degli ascoltatori. Parla di questa donna, innamorata di un uomo, che però è una strega, e quando il suo amante muore, viene condannata. Non è molto distante dalle teorie complottistiche Hollywoodiane, e nella mia logica femminista, dimostra che le donne più potenti sono anche le più temute. Per questo io amo le donne. Sanno stravolgere qualsiasi cosa, anche certe persone che comandavano negli ambienti di Los Angeles, le donne lo hanno fatto…Ma forse questo non ha a che fare con questa domanda.

  • “Dog Days Are Over” ha avuto un grandioso successo nel tour di “Dance Fever” ed è stato riscoperto da TikTok, cosa ne pensi al riguardo?

È bello vedere come anche le nuove generazioni riscoprano vecchie canzoni, tu hai anche scritto un articolo sul tuo blog interessante, che ho letto piacevolmente, e penso che tante persone abbiano ricominciato a parlarne, subito dopo il sassolino che io lanciai, e questo l’ha riportato a rivivere, e sì, ha trovato spazio in un video, il terzo per questa canzone, nell’Era di “Dance Fever”. Trovo TikTok uno strumento utile per pubblicizzare la mia musica, le mie canzoni, ma al contempo ha dei contenuti obsoleti. Come tutti gli strumenti, bisogna sapere come usarli, come suonarli, o diventa qualcosa di rotto, che infastidisce. Amo il fatto che questa canzone, a più di dieci anni dal suo lancio, abbia ancora così tanto successo. Indica che nella mia carriera ho fatto qualcosa di iconico, che non verrà dimenticato.

  • “Morning Elvis” ha visto un remix, registrato live e pubblicato come singolo, con Ethel Cain, perché hai scelto questa canzone, e questa particolare copertina?

La copertina è un’opera d’arte. Indica che Ethel condivide con me il mio dolore, e che entrambe siamo donne forti. Sopravvissute. Il sangue è nostro. In “Morning Elvis” racconto di come sia riuscita a sopravvivere in una difficile notte dove l’alcolismo ebbe la meglio su di me, e mi distrusse, non ero più la giovane di un tempo. Ma io ho vinto. Volevo rendere la canzone più avvincente, e chiesi a Ethel di lavorare su un mio pezzo, le proposi questo e un altro, e lei disse: “Senza dubbio “Morning Elvis” è il pezzo su cui voglio lavorare”. Abbiamo un passato simile, una musica simile, e questo ci accomuna.

  • Come è stato per te collaborare con Yellow Jackets, serie di cui ti sei dichiarata fan, per la cover di “Just A Girl”, da te stravolta in qualcosa di dolce e oscuro, e perché proprio questa canzone?

Perché – leggendo il testo – sapevo che potevo stravolgerla in questo modo. La melodia non significa nulla per me. Ha un significato per coloro che l’hanno composta. Le cover non devono mai essere un copia e incolla. Devono essere diverse, avere una melodia diversa, devono osare. Sennò è inutile. Io, basandomi sul testo, l’ho reinterpretata, come volevo io. Non è riconducibile in alcun modo all’originale. Per me “Just A Girl” ha un significato oscuro e l’ho ricreata così. Non critico i No Doubt. Per loro aveva un altro significato, e la loro versione è magnifica. È soggettivo. Quando fai una cover devi rendere la canzone tua.

  • “White Cliffs Of Dover” è un brano interessante, un’altra cover, la canzone come hai dichiarato, è stata scelta da te, perché?

Perché era la più adatta per quella scena del film. Mi piace raccontare storie, e quando Jack [Antonoff] mi propose di collaborare con lui su un pezzo per una serie TV o usavo nuovo materiale o creavo nuovo materiale. Ne presi uno un po’ vecchio, ma mai malandato. L’ho rimodellato per me, come [avevo fatto con] “Just A Girl”. Le canzoni immortali sono come il vino: più invecchiano più diventano buone

  • Hai collaborato con Jack Antonoff alla produzione di diverse canzoni, come è lavorare con lui?

Bello. È una specie di nerd e di genio della lampada. Ha questi occhialoni, questa faccia simpatica, sembra un gamer professionista, invece, sa come combinare ogni armonia e renderla perfetta. Quando ha creato “King” per me ho detto “questo è magnifico”. Mi piace collaborare con lui, io scrivo sempre una musica mentale, ma lui sa come migliorarla e perfezionarla. Il suo lavoro è dettagliato e rigoroso.

  • Cosa pensi di “Florida!!!”, la tua collaborazione con Taylor Swift, era una collaborazione che ti aspettavi? E che significato ha per te questa canzone?

Me la aspettavo da un certo punto di vista, ma dall’altro no. Io ho sempre elogiato Taylor, e mi dicevo “un giorno devo inserirla in una mia canzone”. Ma non avevo idea di quale. Poi ha avuto sempre più successo e mi sono detta: “Non succederà mai”. Invece è successo. In “Florida!!!” Taylor mi ha lasciata libera di esprimermi come meglio volevo. È speciale. Un pezzo che ti rimane nel cuore, puoi aver fatto una o due collaborazioni, puoi averne fatte cento, ma una ti rimane nel cuore più di tutte le altre.

  • Com’è lavorare con Taylor Swift, chi è realmente per te Taylor Swift, e perché secondo te ha così successo?

Il suo successo deriva dalla sua autenticità. Lei scrive canzoni simili a racconti, ogni sua canzone è una storia. Mentre altre popstar sono più banali, lei crea delle storie, delle vicende, inserisce indizi nei testi che portano ad altri. Ad esempio, “Fortnight” finisce con un indizio che porta dritti a “Florida!!!” la canzone in cui canto anch’io, che parla di un reato. E lei canta in “Fortnight” : “Your wife waters flowers, I wanna kill her”. È incredibile come ogni canzone di Taylor Swift faccia rimandi ad altre, specialmente in “Speak Now”, “Red”, “Folklore” ed “Evermore”. Lei racconta la sua vita, è una poetessa. Come è lavorare con lei? Taylor è una persona semplice, simpatica, ironica, non è altezzosa, algida. Lei è realmente una persona bucolica. Mi sono divertita molto a collaborare con lei, per me è stato un onore.

 

Ringrazio Florence per aver risposto a queste domande. Grazie di cuore 💜

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